Week-end di vie ferrate sulle Dolomiti 2016

L’annuale week-end di vie ferrate sulle Dolomiti ormai è una tradizione consolidata per il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico
Trascorrere un fine settimana lungo le vie ferrate delle Dolomiti ormai è una tradizione consolidata al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, che offre agli studenti l’opportunità di percorrere alcune di queste scalate protette in luoghi davvero suggestivi. Quest’anno è stata scelta la data del 30 settembre – 2 ottobre e senza dubbio chi vi ha partecipato conserverà un magnifico ricordo di questi due giorni. Il gruppo ha alloggiato presso l’ex Grand Hotel di Dobbiaco, costruito nel tardo XIX secolo assieme alla ferrovia, e di cui oggi una parte è adibita a ostello. Nonostante la maggior parte dei ragazzi fossero principianti, sono riusciti ad arrampicare per tre giornate piene.
Il primo giorno hanno percorso la via ferrata Maria e Andrea Ferrari Ra Bujela, aperta solo lo scorso giugno dalle Guide Alpine di Cortina (Ra Bujela significa “ago” nel dialetto ampezzano) e al ritorno sono passati lungo la via ferrata sentiero Astaldi, che a valle attraversa la parete scoscesa della Tofana di Rozes.
Il secondo giorno il gruppo ha affrontato il sentiero De Luca/Innerkofler ed è arrivato fino in cima al monte Paterno (2745 m), nelle Dolomiti di Sesto, attraversando un sistema di gallerie e trincee costruite durante la Prima guerra mondiale, che ha richiesto l’uso delle torce. Le loro fatiche sono state premiate da panorami mozzafiato a perdita d’occhio, comprese le magnifiche Tre Cime di Lavaredo. Lungo la discesa verso il rifugio Tre Cime-Locatelli, il gruppo ha trovato il tempo per percorrere l’imponente via ferrata Torre Toblino – delle Scalette. La cima della Torre Toblino (2617 m) era un punto di osservazione strategico per gli austriaci durante la Grande guerra, ma poteva essere raggiunta solo col buio, perché in tempo di guerra la via d’accesso dal lato nord-orientale (oggi il normale sentiero di discesa) era esposta al fuoco italiano. La parete verticale nord era quindi stata attrezzata per diventare un accesso alternativo. Quando è stata creata la via ferrata, nei tardi anni ’70, quattro delle scalette di legno originali sono state conservate.
L’ultimo giorno il gruppo ha percorso la via ferrata Galleria del Lagazuoi, per scappare dalla pioggia. Durante la guerra, per due anni Lagazuoi è stato teatro di feroci combattimenti, con gli austriaci impegnati a difendere la cima della montagna, mentre gli italiani attaccavano dalla sottostante Cengia Martini e nel frattempo costruivano un labirinto di circa 1100 m. I resti di questi cunicoli sono visibili ancora oggi, con depositi, accampamenti, corridoi, e altri reperti ben conservati. Molte vie ferrate devono la propria origine alla guerra. Durante questo week-end i ragazzi si sono divertiti a scalare le vie ferrate, avvicinandosi anche  alla storia di quei luoghi e imparando qualcosa in più su una guerra che si è conclusa solo cent’anni fa.
I ragazzi che partecipano alle attività di arrampicata in montagna al Collegio di solito si esercitano a Duino e sul Carso, con l’obiettivo di sviluppare sia delle competenze tecniche che delle qualità personali, compresa naturalmente l’attenzione alla sicurezza. Obiettivo importante e aspetto essenziale per il successo di questa attività è la disponibilità dei ragazzi ad assumere delle competenze di leadership.
Il gruppo è stato accompagnato dalla guida alpina Alberto Ieralla, con l’aiuto di Anne Brearley, Fabiana Coslovich, Milos Busarcevic e Maurizio Torchiana.