
Le vacanze di Natale erano appena cominciate. Era il 14 dicembre, ed ero piuttosto nervosa. Il mio italiano era a malapena sufficiente. E se la famiglia che si era offerta di ospitarmi non parla nemmeno una parola d’inglese? E se non simpatizziamo? E se… molti erano i dubbi che mi assillavano mentre facevo la valigia e mi preparavo a incontrare la famiglia con la quale avrei trascorso le vacanze. In vita mia non ho viaggiato molto. Al di fuori dal mio Paese sono stata solo in Korea e non ho la minima idea di come sia essere ospitati in una famiglia sconosciuta. Mentre aspettavo con un po’ d’ansia, ferma con la mia valigia nella piazza principale di Duino, osservavo ogni passante per capire se si trattasse di chi doveva venire a prendermi. Mentre calava il buio, con la mente ripassavo nervosamente ogni parola di italiano che avevo imparato fino a quel momento. Incominciai a pensare che, dopotutto, sarebbe stato meglio comprare il biglietto per Hong Kong. Tutti i miei compagni e gli studenti del secondo anno stavano tornando a casa…
“Ccciao? Sei Her-mione?…” mi ha sorpresa una voce timida che usciva dal buio. Era uno dei gemelli, Luigi, che mi salutava. La mia mamma-ospite mi ha dato un caloroso benvenuto e mi ha portata a San Martino. Durante il viaggio in macchina abbiamo cominciato le presentazioni, in un italiano e un inglese incerti. Sono una grande, dolce famiglia: i gemelli Luigi e Marco, simpatici ed energici, la sorella Anna, mamma e papà, un golden retriever e due mici. Sono stata accolta calorosamente e sin dall’inizio mi sono sentita a casa.
Innumerevoli piccole cose mi rendevano felice ogni giorno: Luigi, Marco o Anna che correvano nella mia stanza per salutarmi, mi chiamavano in salotto per guardare un film con loro o mi invitavano a uscire e divertirci assieme. Oppure il gatto che faceva le fusa e strofinava il muso su di me per farsi accarezzare e il cane che agitava la sua bella coda dorata per attirare la mia attenzione. C’erano sempre parenti o amici a cena e ho conosciuto altri ragazzi con cui scambiare due chiacchere e uscire assieme. A volte, quando suonavo il piano, tutta la famiglia si riuniva attorno ad ascoltare. Ogni tanto aiutavo il piccolo Luigi a esercitarsi al piano. Ogni volta che arrivavano parenti e amici, mamma e papà mi presentavano felici e parlavano dei miei talenti e traguardi, dicendo quanto fossero orgogliosi di me. Spesso mi invitavano a suonare qualche brano alle feste in famiglia. Tutto questo mi faceva sentire come se fossi davvero una loro figlia e non un’ospite. Giorno dopo giorno ci siamo affezionati e avvicinati sempre di più, come una vera famiglia.
Abbiamo anche fatto qualche escursione e abbiamo visitato assieme molti posti interessanti. Chiese, basiliche, musei, gallerie d’arte e festival… ci andavamo sempre in macchina e i viaggi erano piuttosto lunghi. Io e i ragazzi ci appisolavamo mentre mamma e papà guidavano con attenzione. A volte sbadigliavano, stanchi, si toccavano la spalla e si scambiavano un sorriso dolce. Queste scene mi commuovevano sempre, ma essendo introversa e ancora piuttosto “muta” in italiano, non potevo fare o dire molto. Ma questi ricordi li porto scolpiti nel cuore. A volte anche i parenti e gli amici della famiglia si offrivano di portare anche me in gita. La loro generosità mi colpiva molto ed ero davvero tanto riconoscente nei loro confronti: ero solo un’adolescente che non riusciva neanche a esprimere la propria gratitudine nella loro lingua! E così mi sono messa a pensare a come fare per esprimere la mia gratitudine a quest’adorabile famiglia.
Il tempo volava e ben presto è arrivato il Natale. Abbiamo addobbato la casa, fatto le pulizie e la spesa per il cenone. Io intanto facevo anche altro. Avevo cominciato a dipingere un mare tempestoso su una grande tela che mi ero portata dietro – avevo scoperto che alla mia nuova famiglia piaceva molto il mare. Sapendo di essere brava soprattutto in arte ho pensato che probabilmente quello poteva essere il modo migliore per dimostrare la mia riconoscenza e il mio affetto. Nel periodo natalizio c’erano molti incontri in famiglia e visite da parte di amici. Ero circondata da tantissime persone adorabili, abbracci, auguri e regali. Con mia grande sorpresa, la famiglia mi aveva comprato un set completo di matite colorate e una guida dell’Italia in inglese. Avevano accolto con gioia il dipinto, il mio piccolo gesto d’amore, e l’avevano appeso subito!
Io e la mia nuova famiglia abbiamo vissuto assieme moltissime esperienze indimenticabili, uniche e preziosissime. Una volta Anna e io abbiamo letto un libro per l’infanzia in italiano ed entrambe avevamo enormi difficoltà a tradurre ed esprimerci in una lingua che non ci è molto familiare. Siamo usciti con degli amici a mezzanotte per vedere i fuochi d’artificio di Capodanno. Una volta siamo anche andati a pattinare a Gorizia. Ma ricordo anche di quando mi è venuta un’infezione all’orecchio e papà è andato in farmacia a comprarmi delle gocce e ha stampato per me la traduzione delle istruzioni in inglese. Un’altra volta siamo andati al Kinemax assieme a vedere il film “Lion – La strada verso casa” e poi siamo andati a mangiare sushi, lottando entrambi con le bacchette.
Queste vacanze di Natale sono uno dei più bei ricordi della mia vita, e sono passate così in fretta… le tre settimane e mezza sono finite prima di quanto mi aspettassi. All’improvviso, eccomi all’ultima notte con la mia famiglia di San Martino, il piccolo paesino tranquillo e pittoresco sulle colline del Carso, fuori Trieste. Dopo cena mi hanno chiesto di fermarmi un po’ in salotto, e papa mi ha mostrato un sito web su Aquileia e le sue rovine romane. Non mi sono resa conto che stavano preparando qualcosa finché non mi hanno dato una lettera e qualche regalo che avevano preparato per me, e allora mi sono proprio commossa. Li ho abbracciati a lungo ed ero molto triste all’idea che quella sarebbe stata l’ultima volta in mezzo a quella bellissima, dolce famiglia. La lettera era scritta in italiano e con il loro aiuto sono riuscita a leggerla e capirla. È la lettera più dolce che io abbia mai ricevuto, e finiva con “sappi che puoi sempre contare sulla tua famiglia di San Martino. Casa nostra sarà sempre aperta per te…”.
In effetti non è stata l’ultima volta che li ho visti. Oggi è il 5 febbraio. Sono appena tornata da un week-end sulle Dolomiti con loro. Abbiamo visitato un paese innevato, cenato in ristoranti molto caratteristici e trascorso una bella giornata a sciare e giocare sulla neve! Ho costruito il mio primo pupazzo di neve e l’ho chiamato “Marshmallow”. La mia nuova famiglia non finisce mai di stupirmi in modi inaspettati. Hanno preso un maestro sci per me e mi hanno comprato una bambolina sugli sci, un poster gigante delle leggendarie Dolomiti, e deliziosi dolcetti in un bar sotto le montagne. È stato un viaggio lungo, di circa 3 ore. Al rientro eravamo tutti esausti e non sono riuscita a rimanere sveglia. Fuori era completamente buio, pioveva e nevicava moltissimo. Sul sedile anteriore, la mamma guidava con attenzione. Papà sbadigliava, un po’ assonnato, si sono toccati la spalla e si sono scambiati un dolce sorriso. Sapere che li rivedrò fa sorridere anche me.
Hermione (Wan Yee Yim), UWCAD 2016-18
Hermione e altri 15 studenti del Collegio sono stati ospitati da famiglie locali durante le vacanze natalizie. Le famiglie sono state invitate a un concerto a Duino il 9 febbraio (foto sotto).