Il Collegio nel report della RSA “Scuole che abbattono i muri”

Il Collegio figura nella relazione “Scuole che abbattono i muri” della Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures and Commerce

Il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico è lieto di condividere un estratto del recente rapporto della Royal Society for the encouragement of Arts, Manufactures and Commerce dal titolo “Scuole che abbattono i muri”. La relazione contiene un’indagine su una serie di scuole il cui operato si ripercuote al di fuori delle aule scolastiche, grazie alla collaborazione con la comunità locale. Il Collegio viene citato nella sezione Come educare dei futuri cittadini responsabili attraverso il lavoro sociale. Ringraziamo le ricercatrici della RSA Laura Partrige and Naomi Bath che hanno voluto farci visita a Duino, dedicando del tempo all’analisi dei modi diversi in cui il Collegio si impegna nei confronti della comunità locale all’interno della propria missione di “fare dell’istruzione  una forza per unire i popoli, le nazioni e le culture, perseguendo la pace e un futuro sostenibile”.

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“Arrivando nello splendido paese di Duino, che dalle pendici del Carso si affaccia sul Mare Adriatico, non è semplice distinguere gli edifici del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico dal resto del paese. Infatti il Collegio occupa un “campus diffuso” e questo agevola i contatti con gli abitanti del posto. La conseguenza di questa vicinanza è che gli studenti del Collegio incrociano continuamente gli abitanti di Duino nei loro spostamenti tra le residenze, le aule, i laboratori e la mensa, e così facendo iniziano con lo scambio di convenevoli per arrivare col tempo a rapporti più stretti.

Il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico accoglie circa 200 studenti tra i 16 e 19 anni d’età provenienti da oltre 80 paesi diversi e tutti vivono nelle residenze studentesche diffuse in tutto il paese. Quello di Duino è uno di 17 United World Colleges, fondati per offrire un’istruzione imperniata su valori come la pace, la comprensione internazionale e la sostenibilità a studenti selezionati per merito e con background socioeconomici molto eterogeni. A Duino questi ragazzi seguono il programma di studio del bacellierato internazionale (IB), che prevede una componente co-curricolare detta “CAS” (Creative, Action, Service) e tutti gli studenti dedicano un minimo di 3-4 ore a settimana ad attività creative, sportive e di volontariato. Gli studenti documentano queste attività con delle riflessioni scritte e con un confronto costante con i loro “tutor” (il personale, docente e non, che coordina le diverse attività).

Come in altre scuole che seguono il programma del diploma IB, il tempo dedicato al CAS è integrato nell’orario scolastico e quindi per questi ragazzi è più semplice dedicarsi a tali attività rispetto agli studenti di altre scuole. Inoltre, il Collegio copre i costi assicurativi per consentire a tutti gli di fare del volontariato sul territorio, compresi gli studenti minorenni. Anche per i docenti, il coordinamento di almeno un’attività CAS è prevista da contratto. Naturalmente, il fatto di essere un collegio rende più semplice coinvolgere gli studenti in queste attività, sfruttando il pomeriggio e talvolta anche il fine settimana, diversamente da quanto avviene con ragazzi che frequentano la scuola solo durante la prima parte della giornata. Non sorprende, quindi, che ogni studente del Collegio sia effettivamente coinvolto in almeno un servizio di volontariato. Ciò detto, a nostro parere, il tipo di impegno profuso, lo spirito di iniziativa di cui danno prova questi studenti nel programmare le attività e la misura in cui i servizi di volontariato rispondono alle esigenze della comunità locale sono assolutamente fuori dal comune. Inoltre, queste ragazze e ragazzi si dedicano con grande passione al volontariato.

L’assenza di barriere fisiche tra il Collegio e la comunità locale significa anche che gli studenti sono in grado di saggiare i bisogni della comunità locale e di essere propositivi. Ad esempio, avendo appreso dalla gente del luogo che le scuole primarie locali non offrivano attività extra-curriculari, gli studenti del Collegio si sono proposti per animare delle attività multiculturali per i bambini. Noi abbiamo avuto modo di osservarli in azione presso una parrocchia di Monfalcone con dei bambini figli di operai del Bangladesh. Inizialmente davano loro una mano nello studio e nel fare i compiti, ma col tempo hanno capito di avere qualcosa di più da offrire. E così hanno avviato un secondo servizio di volontariato per fare con questi bimbi delle attività creative e fisiche il cui obiettivo è valorizzare la loro appartenenza a una cultura diversa da quella del territorio in cui vivono. Come racconta Jill Harkness , la bibliotecaria del Collegio, che coordina questa attività, “I nostri studenti hanno capito che possono aiutare questi bambini a comprendere come il fatto di appartenere a un’altra cultura è qualcosa di molto positivo, che arricchisce tutti”. Abbiamo visto i bambini accorrere con entusiasmo per imparare un ballo popolare dei pescatori giapponesi da Haruka, una studentessa giapponese del Collegio. Inizialmente quando ha messo la musica per la prima volta i bambini sembravano un po’ incerti, ma mentre spiegava i movimenti da fare nel suo ottimo italiano (tutti gli studenti del Collegio lo studiano per due anni), mostrando loro come eseguire i passi assieme ai suoi compagni di altre nazionalità, i bambini hanno iniziato a lasciarsi coinvolgere. Ben presto, tutti gettavano reti immaginarie al ritmo della musica, divertendosi un mondo.

L’impegno degli studenti del Collegio a favore della comunità locale non si esaurisce con gli adempimenti previsti dall’IB. Nel 2000 gli studenti del Collegio hanno deciso di formare un’associazione per costruire “un ponte più solido” tra il Collegio e il territorio: l’associazione  Mondo Duemila. Questa collabora con oltre 30 onlus ed enti del territorio e raggiunge centinaia di giovani in tutta la regione per incoraggiarli a fare volontariato insieme agli studenti del Collegio. L’associazione organizza delle presentazioni nelle scuole e ogni anno ospita al Collegio una “fiera del volontariato”, aperta a tutti gli studenti della regione. Una delle attività recenti di Mondo 2000 ha coinvolto i giovani del Collegio nella creazione di una risorsa informativa a beneficio dei senzatetto a Trieste, con la compilazione una mappa con tutte le informazioni sui diversi servizi disponibili.

In aggiunta all’operato di Mondo 2000, gli studenti del Collegio animano una serie di comitati tematici che li vedono proporre delle iniziative concrete su questioni che stanno loro a cuore. Il comitato per gli aiuti umanitari ha fatto del volontariato nei campi profughi e ha collaborato alla traduzione dei documenti necessari per aiutare i richiedenti asilo a trovare un lavoro. Il comitato per l’attività politica si è invece impegnato in diverse manifestazioni, mentre quello per la sostenibilità, la sera del nostro arrivo, si è riunito per una presentazione sul nuovo rapporto IPPC sul riscaldamento globale, discutendo le azioni che gli studenti possono intraprendere per sostenere le raccomandazioni del rapporto.

Una testimonianza concreta della qualità dei rapporti che intercorrono tra la comunità di Duino e gli studenti del Collegio l’abbiamo avuta nel corso di  una cerimonia per l’assegnazione di contributi in denaro agli studenti più bisognosi del Collegio provenienti da Libano, Siria, Nigeria, Pakistan e Sud Sudan. L’associazione Premio alla bontà Marie Hazel Cole, infatti, perpetua ancora oggi i gesti di generosità di una signora di Duino che si preoccupava quando vedeva girare in inverno gli studenti del Collegio vestiti in modo troppo leggero. L’associazione provvede tutt’ora a dare al Collegio dei fondi per provvedere a queste piccole ma importantissime necessità.

Altri abitanti di Duino e dintorni danno un aiuto importante a studenti del Collegio che sono rifugiati, oppure aprono le loro case a quelli che hanno difficoltà a tornare nel proprio paese durante le vacanze. Inoltre, tramite il programma “Adottami – adotta una famiglia, adotta uno studente” il Collegio mette in contatto le famiglie del territorio e gli studenti, affinché si frequentino nel tempo libero in un rapporto di reciproco scambio: gli studenti si sentono accolti “in famiglia” e hanno la possibilità di esercitare il loro italiano, mentre le famiglie entrano in contatto con culture di ogni genere.

Oltre a incoraggiare gli studenti a diventare portatori di cambiamento a livello della comunità locale, il Collegio punta a fare dei suoi studenti dei cittadini globali responsabili e in grado di intervenire su problematiche che interessano le comunità di tutto il mondo. Nel 2018, gli studenti hanno organizzato a Trieste la conferenza “Youth Inspiring Change” per diffondere tra i giovani la consapevolezza di poter attuare dei cambiamenti concreti e positivi e incoraggiarli a unirsi in un movimento per il cambiamento guidato da ragazzi e ragazze. Uno degli interventi della conferenza ha affrontato il tema degli stereotipi che impediscono a persone di paesi diversi di collaborare per il bene comune.

Un’altra iniziativa portata avanti dagli studenti del Collegio, questa volta come attività creativa, è l’organizzazione ogni anno di un evento TEDx, con interventi sugli effetti disastrosi del populismo in tutto il mondo o per esortare chi è coinvolto in una situazione di conflitto a costruire un obiettivo positivo per il quale impegnarsi, invece di concentrarsi solo su elementi divisivi.

È evidente che il Collegio del Mondo Unito ha un certo vantaggio nell’incoraggiare i propri studenti ad avere uno sguardo aperto alle esigenze locali e globali e a impegnarsi in prima persona per dare un proprio contributo. Questi ragazzi e ragazze vengono, infatti, selezionati nei loro paesi anche in merito alla loro propensione a diventare portatori di un cambiamento positivo nel mondo. Tuttavia, molti di loro ci hanno raccontato che prima di frequentare il Collegio non erano tanto sicuri della loro capacità di diventare concretamente dei “changemaker”. Ma frequentando questa scuola, anche grazie al rapporto di complicità che si sviluppa tra di loro e tra studenti e insegnanti, la consapevolezza del proprio margine d’azione cambia radicalmente. Certo, questo modello non è facilmente replicabile in altre scuole, ma alcuni elementi dell’approccio educativo del Collegio invece lo sono. Diversi educatori al Collegio hanno alle spalle delle esperienze molto interessanti che condividono con gli studenti. Diversi tra loro hanno lavorato con i rifugiati e alcuni sono psicologi di formazione e si sono dedicati a iniziative in campo umanitario. Tutto il personale fa il proprio meglio per incoraggiare gli studenti ad avere delle iniziative e li sostiene in questo, consapevole del fatto che educare i ragazzi a dare un contributo in campo sociale è altrettanto importante dell’eccellenza in campo accademico. Un tale atteggiamento deriva senza dubbio dallo stile di leadership del Rettore Mike Price, il quale afferma con convinzione che una preparazione  scolastica di alto livello è di per sé insufficiente e che bisogna dare ai docenti il massimo grado di autonomia per incoraggiarli ad avere delle iniziative e a coltivare le proprie passioni assieme agli studenti.”