
Correva l’anno 2000 quando la nostra ex allieva Suzie Alexander (UWCAD 1982-84) decise di lasciare Londra e il suo lavoro di dirigente nel settore informatico per trasferirsi a Cetona, in provincia di Siena, e dedicarsi all’agricoltura biologica e alla permacultura. Rimboccandosi le maniche, Suzie imparò a coltivare gli ulivi, le vigne e altro ancora, appassionandosi a questa nuova vita. Ma il passare del tempo le avrebbe rivelato che l’attendeva un ulteriore momento di svolta. Dopo aver cresciuto due figli nella campagna toscana, un bel giorno Suzie ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura e ha avviato il progetto Loop-la-Loop per contribuire a cambiare l’esistenza dei migranti nel suo paese e provare a trasformare dal basso la percezione degli italiani del fenomeno della migrazione.
“Quando studiavo al Collegio” racconta Suzie, “amavo molto la storia e mi aveva profondamente colpito il fatto che al tempo dell’olocausto milioni di persone erano riuscite a ignorare quello che stava accadendo sotto i loro occhi. E così un giorno ho capito che non potevo permettermi di dover in futuro affrontare i miei figli e dire loro che di fronte alla tragedia dei migranti che si imbarcano nel Mediterraneo anche io ero rimasta a guardare.”
Da brava idealista, ma con i piedi ben piantati per terra, Suzie ha affrontato l’enorme e complessa questione dell’integrazione dei migranti in modo semplice, umano ed efficace. Ha riunito un gruppo di 9 migranti dall’Africa occidentale e ha insegnato loro a lavorare all’uncinetto per realizzare degli indumenti di lana per l’inverno, un’attività manuale e creativa che si è poi rivelata un mezzo per raggiunger obiettivi ben più importanti. Per esempio aiutare questi ragazzi a combattere lo stress post traumatico, poiché questo tipo di attività rallenta il battito cardiaco e regolarizza la respirazione, oppure migliorare la loro qualità della vita, dando un senso alle lunghe giornate di attesa del permesso di soggiorno. Anche la loro autostima ne ha beneficiato enormemente, rendendoli fieri di poter creare qualcosa di utile e bello con le loro mani e incoraggiandoli a imparare l’italiano. A tre anni dall’inizio di questo esperimento, sette dei nove ragazzi hanno trovato un lavoro a tempo pieno e Loop-la-Loop continua a operare per l’integrazione dei migranti a Cetona, avvicinandoli un po’ alla volta alla popolazione locale. Invece dei berretti di lana, ora i ragazzi realizzano dei simpatici pupazzi, con tanto di zainetto che contiene un messaggio motivazionale per i bimbi dei centri di accoglienza nella loro lingua madre. Ogni biglietto dice loro che non sono soli e che l’impegno e lo studio li aiuteranno a ottenere una vita migliore.
Ora Suzie punta a replicare il modello Loop-la-Loop e dimostrare che un’azione dal basso di questo genere può incidere sul problema dell’integrazione dei migranti e portare a una sorta di reazione a catena. Di recente è tornata al Collegio con altre ex allieve a causa della scomparsa della loro compagna di Monfalcone, Alessia Bouclas. Alessia aveva avuto una carriera brilliante a Londra, ma ha continuato fino alla fine a essere molto attiva nel sociale. In sua memoria Suzie e Mirella Bellantone vogliono ora diffondere Loop-la-Loop in altre zone del Paese. A questo scopo il 12 febbraio hanno incontrato gli studenti del Collegio per raccontare loro questa esperienza davvero straordinaria. I ragazzi ne sono rimasti colpiti e molti hanno preso accordi per collaborare con il progetto.
Puoi ascoltare il racconto di Suzie in questo podcast. Per ulteriori informazioni e per avviare anche tu un progetto simile contatta Suzie tramite la pagina Facebook di Loop-la-Loop.