Un gruppo di persone in piedi insieme all'interno di una grotta scarsamente illuminata, indossando caschi con torce elettriche. Alcuni sorridono e sembrano prendersi una pausa durante un'escursione speleologica. Le pareti della grotta sono visibili sullo sfondo.

Il Carso: natura, cultura e volontariato per gli studenti del Collegio del Mondo Unito di Duino

Alcuni studenti rimasti a Duino riscoprono il territorio aiutando a ripulire il Monte Ermada

In attesa di poter raggiungere l’università o di riprendere gli studi a settembre, un gruppo di studenti del Collegio del Mondo Unito si è trovato a trascorrere l’estate a Duino. In tutto sono 13 ragazzi e ragazze dalle molte nazionalità: Awate (Sud Sudan), Ameer (Siria), Aziz (Irak), David (Nigeria), Fatimah (Irak), Felista (Kenya), Gurun (Sud Sudan), Kiramuddin (Afganistan), Ousmane (Guinea), Ridho (Indonesia), Winnie (Sud Sudan), Youla (Siria) e Yasmine (Congo).

Sempre pronti a rendersi utili, questi studenti hanno intrapreso a luglio un’attività di volontariato sul nostro territorio, cogliendo l’occasione per instaurare delle nuove amicizie. Infatti, grazie alla preziosa collaborazione con la Fondazione Pietro Pittini e la Società Agricola Kohišče, questi giovani – per il quale la tutela dell’ambiente e la sostenibilità sono pilastri fondamentali – hanno contribuito alla pulizia dei tracciati del monte Ermada situato sopra Duino. Nel corso di diverse settimane, hanno trascorso molte ore in compagnia del Sig. Roberto Valenti del Centro Didattico Naturalistico di Basovizza che li ha accompagnati in alcune escursioni lungo i sentieri e le grotte del Carso. Così facendo, oltre contribuire alla pulizia dei sentieri, hanno potuto ripercorrere le più significative tappe storiche e belliche che hanno interessato l’area di Duino e i suoi dintorni. Infine, grazie all’agronomo Paolo Parmigiani e alla visita all’Azienda agricola apistica Jakne con Aleš Pernarčič, hanno avuto l’opportunità di approfondire la conoscenza del nostro territorio e dei suoi tesori.

I ragazzi del Collegio hanno molto apprezzato la possibilità di conoscere da così vicino il Carso e coloro che lo abitano e ne hanno cura, rendendosi nel contempo, utili alla collettività. Ad esempio, Kiram, lo studente afghano, ha trovato molto interessante il confronto tra la cultura afgana e quella italiana: “nel mio Paese gli asini sono animali pesantemente sfruttati che non godono di alcuna considerazione, mentre ha notato con piacere come vengano trattati con rispetto e anche con affetto da queste parti”. Yasmine, ha dichiarato entusiasta “È stato straordinario avere questo tipo di contatto con la natura e la possibilità di imparare a prendersene cura. Ho anche apprezzato moltissimo la possibilità di conoscere delle persone del territorio, cucinare e lavorare assieme e imparare a conoscere le diverse culture di tutti.”

“Siamo felici di aver potuto contribuire alla buona riuscita di questa iniziativa che ha avuto il duplice obiettivo di contribuire al mantenimento del nostro bellissimo territorio offrendo al contempo momenti di approfondimento per i ragazzi sulle peculiarità di questa terra sia con riguardo alla conoscenza degli ecosistemi locali che alle tracce che la Prima Guerra Mondiale ha lasciato in questi luoghi. Si tratta di occasioni preziose per favorire la contaminazione tra gli studenti e il territorio che li circonda e nel quale vivono” dichiara la Presidente della Fondazione Pietro Pittini, Marina Pittini che prosegue “un ringraziamento particolare va sia al Collegio del Mondo Unito, con il quale la Fondazione ha da tempo instaurato una solida sinergia che all’azienda agricola Kohisce e alla famiglia Pahor che ha reso possibile questo coinvolgente progetto”