Una persona con i capelli corti sorride alla telecamera. Indossa orecchini triangolari e una giacca di colore chiaro. Lo sfondo mostra posti a sedere all'aperto con piante e fiori.

Il primo INA

La scorsa settimana si è tenuta la prima conferenza del ciclo International Affairs, affrontando il tema dell’inclusione.

Il 23 novembre gli studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico hanno seguito il webinar Embedding Inclusion Intentionally, organizzato da Pooja Shahani, ex allieva del UWC Mahindra College fondatrice dell’agenzia di consulenza Kintsugi Consulting – Spaces in Between ed ex business consultant della nota attività di investment banking Goldman and Sachs. Nel webinar sono stati affrontati argomenti inerenti al tema dell’inclusione, che è stato analizzato su più livelli. Il tema è stato introdotto con alcune osservazioni sull’intenzionalità che deve essere alla base di un progetto di inclusione, che può talvolta prevedere un lungo processo di realizzazione.

Un altro spunto fondamentale è stato l’acronimo VUCA, utilizzato per la prima volta da Warren Bennis e Burt Nanus nel 1987 per analizzare, nelle loro teorie sulla leadership, quanto certe situazioni possano essere influenzate dalla volatilità, dall’incertezza, dalla complessità e dall’ambiguità degli eventi che ci troviamo a vivere. Il webinar della dottoressa Shahani ha proposto un cambio di paradigma su questo acronimo, cosicché i ragazzi potessero intuire come trasformare la volatilità degli eventi in occasioni di mostrare la propria vulnerabilità, intesa come predisposizione al confronto con gli altri; l’incertezza in immedesimazione, per empatizzare con gli altri e con le loro necessità e esigenze; le complessità in momenti in cui mostrare il coraggio di intraprendere nuovi percorsi; l’ambiguità in responsabilità, per sapere come esaminare criticamente le proprie azioni e prendere coscienza dei doveri.

Gli studenti del Collegio sono stati incoraggiati a riflettere in primo luogo su sé stessi (personal level), in particolare su come ogni luogo in cui ci troviamo abbia il potere di influire sulla nostra percezione della realtà e sullo stato d’animo, sui pregiudizi e i bias cognitivi che ci limitano e sulla consapevolezza delle nostre azioni. Sono poi stati invitati a considerare la dimensione del rapporto con l’altro (interpersonal level), per imparare come sfruttare strategie di comunicazione utili a creare spazi di condivisione. In questo senso, nel workshop si è parlato dell’importanza di comunicare con chiarezza, di cercare connessioni profonde, provare empatia, dimostrare flessibilità e essere inclusivi creando spazi “sicuri” in cui compagni, colleghi e collaboratori possano sentirsi liberi di esprimersi senza temere discriminazioni e atti di sfiducia.

The webinar ended with a focus on systemic inclusion (systemic level). Indeed, Pooja illustrated how social change for inclusion can only be accomplished significantly  when the different layers (individual, organisational and systemic) meet and find an intersection. Pooja also illustrated the answers to a brief questionnaire that the students had been encouraged to fill in prior to the online event – questions that carried meaning for issues that have been discussed in tutorial groups and will continue to feed reflections and discussions throughout this academic year.

Il webinar è terminato con un approfondimento sull’inclusione sistemica (systemic level), in cui l’ex allieva Pooja ha sottolineato come il cambiamento sociale in favore dell’inclusione può può avvenire in profondità solo se tutte le sfere coinvolte – quella individuale, quella organizzativa e quella suistemica – trovano un punto di intersezione. Durante il corso del workshop sono state anche illustrate le risposte ad un questionario a cui i ragazzi erano stati chiamati a rispondere nei giorni precedenti, e che presentavano esempi funzionali che sono poi stato oggetto di discussione tra gli studenti assieme ai loro docenti tutor e che verranno ripresi nel corso dell’anno.