Una persona che sorride e tiene in mano un certificato davanti a uno sfondo di foglie. Indossa una maglietta a righe colorate. Il certificato ha un logo blu e bianco.

Ibrahim torna in Sierra Leone

Vince un finanziamento e il suo primo pensiero è aiutare la sua comunità

Ibrahim Kondeh è nato nel villaggio di Kangama, in Sierra Leone. È arrivato in Italia quattro anni fa come minore non accompagnato e ha vissuto nei centri di accoglienza fino al 2019, quando ha superato le selezioni italiane per i Collegi del Mondo Unito. Grazie ad una borsa di studio finanziata dal progetto Never Alone, ha potuto frequentare l’unico United World College in Italia, il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico e, come parte della Classe del 2021, si è diplomato lo scorso aprile.

Già prima di arrivare a Duino, Ibrahim era molto attivo in iniziative a favore delle persone meno fortunate, in particolare minori non accompagnati, rifugiati e richiedenti asilo in Italia. Mentre frequentava il secondo anno al Collegio, Ibrahim  ha provato un forte desiderio di fare qualcosa per portare un cambiamento positivo tra le persone che aveva lasciato a casa: “A Duino improvvisamente ho capito che i problemi che affliggono la nostra gente non saranno mai risolti se tutti noi continuiamo ad andare via. Il cambiamento è possibile solo se qualcuno è disposto a lavorare sodo per realizzarlo”.

Ha quindi presentato domanda all’associazione GoMAD (Go Make a Difference) con un progetto da realizzare nel suo villaggio. Kangama si trova in una remota zona della Nimiya, regione mineraria e agricola in cui circa il 60% della popolazione è composto da bambini di età compresa tra 1 e 15 anni, di cui solo la metà ha la possibilità di frequentare la scuola primaria. Consapevole di quanto l’accesso all’istruzione sia fondamentale, Ibrahim ha identificato due problematiche da risolvere nell’unica scuola del suo villaggio al fine di attirare più bambini e promuovere un ambiente scolastico più salubre. Per cominciare, bisogna dotare la scuola di servizi igienici, la cui mancanza è causa di malattie come il colera e la malaria. In secondo luogo, è necessario rimediare all’assenza di acqua potabile; infatti, molti bambini hanno il compito di percorrere lunghe distanze ogni giorno alla ricerca di acqua potabile per la loro famiglia e, per questo motivo, devono rinunciare ad andare a scuola.

Il progetto di Ibrahim andrà a beneficio di oltre 150 allievi della scuola e delle loro famiglie, sia a Kangama che nei villaggi circostanti. Non vede l’ora di partire e il suo sogno è che questa possa essere solo la prima di una serie di azioni positive che potrà realizzare a casa.