
A Glasgow sta per terminare la COP26, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite. Al nostro Collegio, invece, si è appena conclusa la Green Week: una settimana di eventi e attività organizzati dal Sustainability Committee, o SUSCO, il comitato studentesco che si occupa della sostenibilità ambientale. Come ci hanno raccontato Valentina e Klara, studentesse del secondo anno impegnate nel comitato, «all’interno del Collegio SUSCO non è più una sigla, ma è diventato un nome proprio: un concetto a sé stante per indicare tutto ciò che ha a che fare con la sostenibilità».
A sottolineare il fatto che il lavoro del comitato è stato efficace, poiché il primo tra i loro obiettivi è proprio mettere la sostenibilità al centro della conversazione: avere ben presente il problema e renderlo un elemento centrale della propria agenda personale.
Essendo formato dagli studenti del Collegio, i suoi componenti cambiano ogni anno, con l’elezione dei suoi rappresentanti e l’adesione dei nuovi membri. Per quest’anno SUSCO ha deciso di lavorare in diverse direzioni, a partire dalla College culture. Concentrarsi su questo obiettivo significa prima di tutto tenere a mente l’enorme varietà di esperienze e background che contraddistinguono gli studenti del Collegio: non sarebbe infatti possibile parlare di sostenibilità senza considerare queste differenze. Invece, farlo alla luce di questa diversità consente agli studenti di dialogare e discutere tra loro, rendendo così ciascuno più coinvolto e consapevole.
Anche per questo il comitato ha lavorato con molta serietà alla preparazione della Green Week, affinché la conferenza sul clima delle Nazioni Unite non fosse solo percepita come un rumore di fondo. «La nostra Green Week è capitata in un momento perfetto per parlare di sostenibilità, ma ha coinciso perfettamente anche con tante scadenze scolastiche». Ecco allora che il gruppo si è ingegnato per allestire un calendario fatto di tante iniziative più o meno importanti, ma capaci di tenere viva l’attenzione di tutti sul tema.
All’invio di email molto curate nei contenuti e piacevoli da leggere, si sono alternate la trasmissione di alcune conferenze, l’organizzazione di uno swap party per lo scambio di capi di abbigliamento usati, la proiezione del film “The true cost” sui costi ambientali e sociali della cosiddetta fast fashion, e tante altre attività. Come aver pensato di creare delle etichette con la scritta “di seconda mano”, indossate per segnalare il fatto che si stavano indossando degli abiti usati.
In modo creativo, leggero ma tutt’altro che superficiale, il gruppo di SUSCO è riuscito nel suo intento. Eppure Valentina e Klara sanno che c’è ancora tanto da fare: restare attivi, essere presenti e continuare organizzare attività. «Da soli può essere difficile approcciare questo argomento. Ma come comunità abbiamo la fortuna di poterlo fare insieme, per riflettere, fare proposte e provare a metterle in pratica. Pensiamo di dover sfruttare questa opportunità prima di lasciare il Collegio. Se ti guardi intorno ci sono così tante cose che puoi fare!».