Un folto gruppo di persone si è radunato all'aperto in posa per una foto. Sono in piedi e seduti casualmente, sorridenti, con alberi ed edifici sullo sfondo in una giornata di sole. Il gruppo è eterogeneo nello stile e nell'aspetto.

COVID-19: il Collegio un anno dopo

Gli infermieri Sandra ed Enrico: una riflessione sulla vita comunitaria 

A Duino l’anno accademico è iniziato regolarmente. Studenti provenienti da tutto il mondo sono stati accolti in Collegio, dove Sandra Colnago ed Enrico Varesco svolgono la loro attività di infermieri. Ci siamo fatti raccontare anche da loro come hanno vissuto lo scorso anno, tra lavoro di prevenzione, tamponi e vicinanza agli studenti.

Sandra, che lavora al Collegio dal gennaio 2019 dopo 23 anni di servizio ospedaliero, ricorda il ritorno a Duino dello scorso anno come carico di incertezza. Lo stesso conferma Enrico, che nella vita è sia interprete freelance che infermiere, e ha iniziato la collaborazione con il Collegio proprio a ottobre 2020. “È stata una bella sfida”, dice Enrico. “In quel momento ovunque si respirava dubbio e in certi momenti anche un po’ di panico, dovuto alle tante domande e alla mancanza di risposte certe”.

Non c’era letteratura scientifica alla quale fare riferimento, ma questo non ha impedito di pensare e mettere in pratica varie soluzioni. La prima, e più strutturata, è stata quella di dividere i ragazzi in “bolle”: gruppi chiusi di persone che avrebbero condiviso gli spazi della residenza, della scuola e della mensa, senza entrare in contatto ravvicinato e continuo con altri. Una rinuncia grande, soprattutto se si pensa alla routine del Collegio precedente alla pandemia, quando studenti e staff erano continuamente coinvolti in attività di volontariato e di scambio, tutte molto integrate con il territorio.

Enrico Varesco

Infermiere libero professionista

I miei 18 e 19 anni sono stati diversi dai loro: non ho dovuto vivere né fare la maturità durante una pandemia. E devo riconoscere che sono stati davvero bravi: hanno accettato che le cose fossero cambiate e che fosse giusto fare ciascuno la propria parte, perché solo così ne saremmo usciti.

Una persona con i capelli corti, che indossa una giacca e una sciarpa, sorride alla telecamera. Lo sfondo è un muro di mattoni con diverse tonalità di colore.

La necessità di effettuare frequenti test agli studenti per identificare eventuali contagi da Covid-19 ha rappresentato un impegno di lavoro enorme per Sandra ed Enrico. Essendo il Collegio una realtà convittuale, però, alternative a questo modo di procedere non ve n’erano. Qualsiasi studente che manifestava minimi sintomi veniva sottoposto al test, così come anche i suoi compagni di stanza e tutti quelli con cui lo studente fosse entrato in contatto.

Inizialmente si è fatto ricorso a test molecolari che però devono essere trattati ed analizzati in laboratori specializzati. Questo ha comportato per Sandra ed Enrico un continuo avanti ed indietro tra il Collegio e il laboratorio di riferimento a Trieste. Successivamente, con la comparsa sul mercato di test rapidi contraddistinti da una maggiore affidabilità, si è optato per un utilizzo sempre maggiore di questa metodologia di screening. Nella seconda parte dell’anno scolastico, pertanto, le procedure sono diventate più facili e più snelle.

L’avvio dell’anno scolastico 2021-2022 è stato contraddistinto da una maggiore fiducia. “I vaccini hanno dato quel senso di serenità che tutti aspettavamo”, dice Sandra. “Gli studenti che non hanno potuto vaccinarsi nei loro Paesi di origine sono stati vaccinati qui e proprio qualche giorno fa sono state somministrate loro le prime dosi”. L’organizzazione delle vaccinazioni ha comunque comportato uno sforzo notevole, contraddistinto dalla necessità di raccogliere numerosi dati, di compilare formulari per ogni singolo studente e di gestire le varie tipologie di vaccino ed il numero di dosi da somministrare.

La speranza è adesso di poter riprendere uno stile di vita sempre più simile a quello precedente la pandemia, inclusa la possibilità per gli studenti di uscire da Duino nel loro tempo libero.

Sandra Colnago

Infermiera del Collegio

Vivo tutto con una certa emozione. È stata un’esperienza drammatica, ma che a noi ha lasciato qualcosa di positivo. I ragazzi sono riusciti a mettersi alla prova e superare anche momenti di duro isolamento dovuti alle quarantene. Il Collegio, poi, ha dimostrato di essere capace di un grande lavoro di squadra, che non ha riguardato solo l’operatore sanitario: dalle signore della mensa a chi si è occupato di organizzare gli isolamenti quando necessari.

Una donna con i capelli castani lunghi fino alle spalle sorride alla telecamera. Indossa un top rosa chiaro e una collana con più fili e un pendente. Lo sfondo è di un semplice colore beige.