
Dal 1922 la casa di Rosanna si trova a pochi passi dall’inizio del sentiero Rilke e dunque confina con il Collegio. Ma, al di là della vicinanza geografica, per decenni Rosanna è stata anche la migliore vicina di casa che intere generazioni di studenti potessero desiderare, come dimostrano le molte foto, regali e persino i cartelloni scritti a mano dagli studenti, ricolmi di testimonianze di affetto.
Ancora oggi gli ex allievi tornano a salutarla e anche adesso, all’età di 82 anni, dice con gioia ed entusiasmo di avere “amici in tutto il mondo”, non senza il rammarico per non aver ancora potuto incontrare, a causa della pandemia, gli attuali studenti. Li saluta sorridente quando li vede passare e strizza l’occhiolino dicendo
La continua attività di screening attraverso i tamponi ha poi rappresentato un enorme impegno per Sandra ed Enrico. Vivendo in comunità, era l’unica soluzione: un tampone a chi aveva il minimo sintomo, ma anche ai suoi compagni di stanza e a tutti quelli che erano entrati in contatto con lei, o lui.
Nella prima parte dell’anno, i tamponi erano molecolari. A differenza di quelli rapidi – divenuti più affidabili e disponibili sul mercato nel corso dell’anno – i tamponi molecolari devono essere analizzati in laboratorio, e questo ha significato per Sandra ed Enrico tante corse avanti e indietro al laboratorio di Trieste. Nella seconda parte dell’anno, con i tamponi rapidi, la procedura è diventata molto più semplice e l’esito noto più velocemente.
L’anno scolastico 2021- 2022 è iniziato con più fiducia. “I vaccini hanno dato quel senso di serenità che tutti aspettavamo”, dice Sandra. “I ragazzi che non sono riusciti a vaccinarsi a casa, sono stati vaccinati qui e abbiamo appena finito la prima tornata”. Tutto ciò, grazie al notevole sforzo in termini di raccolta e classificazione di dati in base alle casistiche personali: dalla tipologia di vaccino fatto al numero di dosi effettuate e, in alcuni casi, alla guarigione; per non parlare delle differenti procedure vigenti nei vari paesi, da organizzare e verificare a Duino per poter gestire la situazione e garantire l’incolumità della comunità.
La speranza è adesso di poter riprendere uno stile di vita sempre più simile a quello precedente la pandemia, inclusa la possibilità per gli studenti di organizzare gite fuori Duino nel loro tempo libero.
Vivo tutto con una certa emozione. È stata un’esperienza drammatica, ma che a noi ha lasciato qualcosa di positivo. I ragazzi sono riusciti a mettersi alla prova e superare anche momenti di duro isolamento dovuti alle quarantene. Il Collegio, poi, ha dimostrato di essere capace di un grande lavoro di squadra, che non ha riguardato solo l’operatore sanitario: dalle signore della mensa a chi si è occupato di organizzare gli isolamenti quando necessari.