Un gruppo eterogeneo di dodici persone, vestite in abiti casual da lavoro, sono in piedi e accovacciate insieme fuori da un edificio. Sembrano felici e posano per una foto di gruppo, alcune con in mano i badge della conferenza.

A Trieste per lo European Youth Parliament

Dal 27 al 29 novembre una delegazione di studenti ha partecipato all’evento

«Facciamo finta che io sia una deputata europea della Slovenia e tu uno della Francia». Potrebbe sembrare l’inizio di un gioco per bambini: si tratta invece di un’ importante occasione formativa dove a “fare finta di” sono stati ragazze e ragazzi delle scuole superiori.

Dal 27 al 29 novembre una delegazione di studenti del Collegio ha partecipato alla simulazione del Parlamento Europeo, organizzata a Trieste dall’European Youth Parliament. Ogni anno l’associazione internazionale organizza circa 500 eventi, dando a migliaia di giovani l’opportunità di partecipare a un momento di incontro e scambio per la creazione di un’Europa unita nel rispetto delle diversità. Un ideale che gli studenti del Collegio imparano a valorizzare nei loro anni a Duino e che qui hanno potuto mettere in pratica una volta in più: condividendo idee, ascoltando le opinioni degli altri partecipanti e trovando tra loro nuovi amici, cosa affatto scontata in questo periodo ancora condizionato da parecchie restrizioni alla vita sociale.

All’evento, che si è svolto in presenza, hanno partecipato circa settanta tra ragazze e ragazzi, cinquanta dei quali studenti di Istituti Superiori del Friuli Venezia Giulia. La delegazione di Duino è stata coordinata dalla docente Joanne Jean de Koning, responsabile dell’attività di MUN (Model United Nations) e vice Rettore. Negli spazi del Polo Giovanni Toti, del Liceo Oberdan e dell’NH Trieste Hotel si sono articolate le tre giornate di lavoro: la prima di teambuilding, la seconda dedicata ai lavori dei vari comitati, e una terza nella quale tutti gli studenti sono stati riuniti per discutere insieme le soluzioni proposte dai singoli comitati. Durante tutta la durata dell’evento gli studenti sono stati affiancati e guidati da un team di membri più esperti dell’associazione, provenienti da diversi paesi europei.  «Da questa esperienza porto a casa due lezioni», ha commentato il nostro studente canadese Kiran Adam Seeff.

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La prima è che si impara di più se si ascolta prima di parlare, la seconda riguarda la diplomazia, che non può funzionare senza avere una mentalità aperta
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Lavorare insieme per trovare un terreno comune, o continuare a essere in disaccordo scegliendo però il modo di discuterne insieme: questo è ciò che ha colpito di più Matilde, nostra studentessa italiana, nel corso dei tre giorni a Trieste. Giorni utili e preziosi per i ragazzi che hanno partecipato e si sono potuti confrontare su tematiche di attualità come l’agricoltura, lo sviluppo, l’economia, l’ambiente e la transizione digitale. E uscire così dalla propria comfort zone, come hanno detto Daniela e Maiah, nostre studentesse del Costa Rica e degli USA. Farlo è sempre una buona idea, così come ascoltare il punto di vista degli altri e restare ottimisti anche quando le cose non vanno come si era immaginato: come ha aggiunto Frederique, nostra studentessa dei Paesi Bassi, spesso il punto non è avere la meglio un dibattito o una gara, ma essere felici di ciò che si sta facendo.