Un sito per l’inclusività creato da Zoe

Che ha saputo trasformare le conseguenze di un evento sfortunato in energia da dedicare agli altri

Vivere due anni al Collegio è un’esperienza che i nostri studenti descrivono come qualcosa che ha cambiato loro la vita. Nel caso di Zoe Kothari questo è vero una volta in più. Arrivata a Duino nel 2019, Zoe è stata vittima di un brutto incidente stradale. Dopo essersi ripresa, è voluta tornare in Italia per proseguire il percorso che aveva dovuto interrompere in modo così violento. Una volta superata la fase acuta, Zoe si è subito resa conto di quanto sia difficile vivere in autonomia per una persona con disabilità, anche quando presenti in forma non permanente, come nel suo caso.

Questa consapevolezza ha fatto crescere in lei il bisogno di impegnarsi e fare qualcosa per gli altri. Durante la scorsa estate ha creato ZIAI, una piattaforma online e che ha come obiettivo lottare contro l’abilismo e tutte le forme di discriminazioni rivolte alle persone con disabilità.

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Il solo fatto che i sistemi informatici siano sviluppati a partire dal presupposto che tutte le persone siano abili è una forma di abilismo
”

ci ha detto Zoe, mostrandoci le varie sezioni in cui è articolata la piattaforma. Su ZIAI (acronimo di Zoe’s Inclusive AI) si possono trovare link ad articoli divulgativi, video interviste realizzate da Zoe a persone impegnate ad alto livello sul tema dell’inclusività, ma soprattutto un bot con il quale interagire e al quale rivolgere domande sul tema, che Zoe ha programmato lavorando come autodidatta.

Chattando con il bot si può scoprire come rendere più inclusiva la propria realtà, fare attenzione al linguaggio e a tutte quelle espressioni che usiamo quotidianamente – senza comprendere che possono avere un’accezione abilista – e scegliere quindi di evitarle in futuro. Il lavoro è molto accurato e ha portato a un risultato notevole: non a caso Zoe è comparsa insieme ad altri tredici adolescenti in un articolo di Vogue India intitolato “Tredici giovani indiani innovatori da conoscere nel 2021”.  

Come ci ha confermato lei stessa, non sempre gli eventi negativi portano solo e soltanto conseguenze dello stesso tipo. L’incidente è stato un momento importante nella vita di Zoe, al quale lei ha saputo dare una forza vitale. Forza che trae carburante dall’esperienza al Collegio. «Sono da sempre appassionata di femminismo, ma prima di arrivare qui non avevo mai avuto la possibilità di parlarne, di discuterne veramente. L’esperienza del Collegio mi ha permesso di vivere in un ambiente più variegato rispetto a quello nel quale sono cresciuta, e di confrontarmi con il mondo “vero”. Qui l’ambiente è stimolante, ci sono tante forme diverse di attivismo e occasioni di discussione. Ognuno di noi si attiva per ciò che ritiene importante. Io ho sempre pensato che fosse giusto battersi per quello in cui si crede, ma probabilmente non avrei mai avuto il coraggio di farlo se non fossi venuta qui».