
Nei due anni al Collegio, la vita di studentesse e studenti è un continuo mescolarsi di stimoli: adattarsi a una scuola del tutto nuova in una lingua che per la maggioranza non è la propria, la scelta del piano di studi e diverse materie, anche quelle, molto diverse; poi ci sono i nuovi amici, provenienti da tutto il mondo e il fatto che l’impegno degli studenti nelle attività pomeridiane è parte integrante del loro percorso di apprendimento – specie il volontariato. In questo ambito rientra la collaborazione, ormai decennale, con l’Hospice della Casa di cura Pineta del Carso di Duino-Aurisina, la struttura che offre assistenza sanitaria ai malati terminali concentrandosi sulla palliazione del dolore e sulla cura dei loro bisogni emotivi e relazionali.
Un contesto molto delicato, che viene proposto a ragazze e ragazzi come occasione di servizio al territorio che li ospita, prevedendo per loro un preliminare momento di formazione nel quale vengono dati gli strumenti per svolgere questa attività in piena consapevolezza. Questo hanno raccontato insieme Roberta Vecchi – Presidente dell’associazione Amici dell’Hospice Pineta Onlus – e l’attuale referente del servizio al Collegio, la docente Magda Michalska, ex studentessa del nostro Collegio, nel corso della trasmissione “Trieste in diretta”, su Tele Quattro. Attingendo anche ai propri ricordi di studentessa coinvolta in questo servizio, Magda ha sottolineato come durante gli incontri con i pazienti del Hospice si instaura un rapporto affettivo importante, che riesce a superare anche le barriere linguistiche.
E l’impatto della pandemia, c’è stato? «Naturalmente sì» racconta Roberta. «Abbiamo dovuto trovare altre modalità per restare vicini: ma il filo che ci unisce non si è stato interrotto e si continuano a fare progetti assieme per il futuro». Marzo sarà il mese delle cure palliative: insieme a molte altre attività organizzate dall’associazione Amici dell’Hospice Pineta Onlus, ci sarà anche un incontro con gli studenti del Collegio, i quali realizzeranno un video sul tema dell’espressione delle emozioni. «Entrare in contatto con la realtà del fine vita a 16-17 anni è un’esperienza emotivamente molto coinvolgente», dichiara Magda. «Un giovane di quell’età si sente immortale e raccogliere la testimonianza dei pazienti del hospice e riuscire a portare loro un po’ di gioia è un’esperienza unica».