
L’ultimo, importantissimo giorno dei nostri cari “secondi” qui a Duino è stato sabato 21 maggio ed ha segnato la conclusione del 40° anno accademico del Collegio.
Se desideri sostenere la missione del nostro Collegio di portare ogni anno a Duino studenti da tutto il mondo per vivere un’esperienza educativa unica, all’insegna della pace e della comprensione internazionale DONA ORA.
I nostri studenti confidano nel vostro sostegno!
Cari studenti, primi e secondi, quest’anno finalmente di nuovo accompagnati da componenti delle loro famiglie, autorità, sostenitori ed amici di Adriatic, insegnanti e dipendenti tutti del Collegio, sono davvero felice di essere qui insieme a voi tutti, in meno di quanti vorremmo essere ma in tanti comunque, e in festa per questa occasione speciale.
Oggi è davvero una occasione speciale anche perché abbiamo in visita a Duino Musimbi Kanyoro, Presidente del Board di UWC International, che sarà la Keynote Speaker di questa Cerimonia di chiusura. Era da tempo che avremmo voluto averla con noi, ma le circostanze degli ultimi anni lo hanno reso impossibile. Ora, ce l’abbiamo fatta. La Dr Kanyoro ha una traiettoria personale e professionale di straordinario rilievo come leader di organizzazioni e di iniziative per la salute, lo sviluppo e i diritti umani. Nata e cresciuta in Kenya, si è dedicata – sin dagli studi superiori a Nairobi e dagli studi universitari di linguistica e di teologia in Kenya e negli Stati Uniti – alla lotta per i diritti civili e per l’abolizione dell’apartheid in Sud Africa, focalizzandosi col tempo in particolare sull’empowerment femminile specie nel continente africano e sui temi della salute e della pianificazione familiare. Questo l’ha portata negli anni a ricoprire diversi importanti incarichi, soprattutto nel non-profit, tra i quali cito soltanto quello, prima donna africana, di Segretario Generale mondiale della Young Women’s Christian Association – YWCA (1998-2007), e di CEO del Global Fund for Women, dal 2011 al 2019. Dal 1° gennaio 2019 è Presidente del Board di UWC International, quindi, in sostanza, è la guida strategica interna ed esterna del Movimento UWC.
L’Anno Accademico che finisce oggi è stato, finalmente!, quasi normale. E, soprattutto da gennaio in poi, voi studenti avete potuto riaprirvi all’esterno, al mondo che ci circonda, vivendo così appieno le potenzialità e l’esperienza UWC e di Adriatic. E vi ho visto di nuovo, finalmente, in gruppetti, aspettare in piazza la corriera per Trieste…
Per i primi, appena arrivati, non c’era modo di fare confronti, ma i secondi, i “vecchi” del Collegio, che avevano vissuto a Duino l’Anno Accademico 2020/21, hanno visto, e goduto appieno, il cambiamento.
Così, tante sono state le occasioni che vi hanno coinvolto in primissima persona, come si usa qui: cito solo la Project Week, finalmente tornata; l’inaugurazione del Giardino dei Giusti Giulio Regeni; le visite di tanti donatori ed i loro incontri con chi di voi è da ciascuno di loro sostenuto; la Fiera del Volontariato; i mesi dedicati alla Black History e alla storia della lotta per i diritti delle donne; l’impegno diretto e fattivo di molti di voi su temi specifici, dalla lotta al cambio climatico a quella per i diritti delle comunità LGBTQ, per esempio. I tragici avvenimenti, che purtroppo ancora durano, nell’Europa Centro Orientale vi hanno poi visto manifestare contro l’invasione dell’Ucraina ed impegnarvi per il sostegno ai profughi in arrivo in Italia, alcuni dei quali abbiamo anche accolto al Collegio, in transito verso destinazioni italiane più stabili. E, su note più leggere, sono finalmente ripresi i viaggi per conoscere l’Italia, a Roma e Venezia, per esempio.
Insomma, un anno pieno di stimoli, grazie a voi studenti che siete la ragion d’essere del Collegio.
Ma che non sarebbe stato lo stesso senza l’impegno fondamentale di tutti coloro che al Collegio lavorano: i vostri insegnanti, in primo luogo – al Collegio si studia anche tanto, a proposito… -, lo staff amministrativo, il personale incaricato della manutenzione e delle pulizie, il personale sanitario – Sandra, quanti tamponi hai fatto quest’anno? – e della mensa.
A questo proposito non posso non citare una per una le signore della mensa: Alba, Angela, Barbara, Elena, Marina, Raica, Sonia senior e Sonia junior, le vostre “mamme” qui. Conoscono i gusti di ciascuno di voi studenti (e anche di noi adulti, per la verità), vi consigliano cosa mangiare, e vi consolano quando necessario, saggiamente consapevoli del fatto che il cibo non è solo nutrimento del corpo ma anche, qualche volta, consolazione dello spirito.
A tutti e a ciascuno di loro un grande grazie, di cuore.
Ma senza la guida autorevole ed attenta, lungimirante, coraggiosa e saggia di Will Turner, il nostro Rettore, la complessa macchina del Collegio non avrebbe funzionato come ha funzionato. A lui va il nostro, e il mio personale, grande ringraziamento, insieme al saluto di tutti noi: Will infatti ci lascia con la fine di questo Anno Accademico per tornare a casa, nel Regno Unito, dove lo richiamano ragioni di famiglia, in una nuova scuola. A lui dobbiamo – tra i tanti risultati raggiunti cito solo questo – che durante la pandemia Adriatic abbia potuto funzionare sempre in presenza, salvo che per poco più di tre mesi nell’Anno Accademico 2019/20. E’ un risultato fondamentale: anche nel difficile AA 2020/21 gli studenti sono stati qui, insieme, e se non si sta insieme e non si condivide tutto, anche i tempi difficili, non è UWC e non è Adriatic. Grazie di cuore a Will dunque. E a lui, Annabel e Stella gli auguri più belli per il loro ritorno a casa, casa che spero però rimanga per loro anche un po’ qui, perché Stella è nata proprio a Monfalcone, appena all’inizio della pandemia.
A partire da agosto il nuovo Rettore sarà Khalid el-Metaal, che è qui oggi con noi e che gli studenti, gli insegnanti, lo staff del Collegio hanno conosciuto durante le selezioni, lo scorso autunno. A lui va un calorosissimo benvenuto, e il migliore augurio di buon lavoro: sappia che potrà contare sulla massima collaborazione e sul miglior sostegno da parte di tutta la comunità di Adriatic, a partire da me.
Un grazie ed un saluto vanno poi al personale, insegnanti o amministrativi, che ci lasciano, definitivamente o solo per un periodo, con la fine di questo Anno Accademico. Grazie davvero e gli auguri più belli, per tutto, a Rodrigo Calcagni, Maria Canfora, Pablo Martinez Rosado, Magda Michalska, Paola Nodari, Viviana Pace, Honor Poulton e Chiara Vidoni.
Una tradizione che si rinnova anche in questa Closing Ceremony è la consegna dei premi al migliore studente di italiano come lingua straniera di ciascuno dei tre livelli di insegnamento: oltre a essere curiosissima di conoscere i nomi dei vincitori, un segreto rigorosamente mantenuto!, desidero ringraziare il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e la Fondazione CRTrieste che, mettendo a disposizione i premi, sono con noi – e non solo con questo… – anche nel 2022.
A proposito ancora di gratitudine, voglio ringraziare calorosamente e pubblicamente tutti coloro che consentono al Collegio di continuare ad operare e di crescere, e chi ci ospita: la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Comune di Duino Aurisina, i nostri donatori pubblici e privati, gli amici, tanti, del Collegio. Senza tutti voi, Adriatic non sarebbe lo stesso.
Ai nostri secondi che da qui partono per il mondo – nelle Università o in anni sabbatici e di assestamento – auguro che Adriatic, e Duino, rimangano nel loro cuore, e che la trasformazione che questi due anni hanno portato nel loro modo di essere – anche attraverso le difficoltà, iniziali di ambientamento, nei momenti difficili della pandemia e nei lunghi inverni, nella tensione degli esami – rimanga una costante della loro vita per farli diventare davvero agenti di cambiamento positivo nel mondo e per il mondo, per strade diverse ma sempre ispirati dai principi UWC, che qui sono diventati parte di loro, e di cui c’è un bisogno così forte in questo nostro mondo. A loro un grande ed affettuoso in bocca al lupo, e tornate presto.
Ai nostri primi, auguro che, dopo le meritate vacanze (ne avete bisogno, vero?), tornino ad agosto pieni di energie per l’impegnativo secondo anno che li aspetta. E che durante l’estate abbiano modo di assimilare le tante novità straordinarie di questo primo anno, di metabolizzarle, di farle proprie, condividendole magari con la famiglia, gli amici, i coetanei che sono rimasti a casa. A loro dico arrivederci ad agosto, più maturi e pieni di nuove energie.
Il prossimo Anno Accademico segnerà i 40 anni di vita del Collegio che iniziò la sua attività con l’Anno Accademico 1982/83. Da allora, compresi voi, diplomati di quest’anno, sono usciti da Adriatic 3717 studenti. E per tutti loro è stata una esperienza speciale, che ha segnato le loro vite, tanto più importante in questa epoca buia che vede, dopo più di 70 anni, di nuovo una guerra in Europa.
Leggevo qualche giorno fa le parole del filosofo Mauro Ceruti, vincitore dell’ultimo Premio Nonino. Al modello della globalizzazione conflittuale, che purtroppo impera oggi, fatto di bolle che non comunicano e non cooperano, contrappone il paradigma della solidarietà, che si fonda invece sulla coscienza di un’appartenenza comune, planetaria. E, aggiunge, mai come ora cultura ed educazione sono fondamentali per trasmettere questa coscienza.
Questo mi sembra sia l’obiettivo e il senso dei due anni ad Adriatic dei nostri studenti: lo sperimentare, e capire che può funzionare, l’appartenenza comune, planetaria. E questa è sostanzialmente la ragion d’essere dei collegi UWC.
Con questo messaggio, importante, e che spero sia il segno principale che gli anni ad Adriatic lasciano per la vita nei nostri studenti, vi ringrazio per l’attenzione e cedo la parola a Musimbi Kanyoro.
Sono davvero molto grata di essere stata invitata a condividere questa importante occasione per la comunità del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico con tutti voi: studenti, docenti, personale, genitori,donatori e tutti coloro che, a vario titolo, sono legati a questo Collegio.
Naturalmente, un giorno in cui si consegnano i diplomi agli studenti dell’ultimo anno è un bellissimo giorno di festa, e dunque: complimenti a tutti voi della classe del 2022!
Grazie per averci fornito un pretesto per riunirci di persona dopo quasi due anni in cui abbiamo dovuto giocare a nascondino con la pandemia da COVID-19. Siamo qui per congratularci con voi per i vostri risultati. Per il duro lavoro che avete fatto, dimostrando di saper sostenere i rigorosi requisiti accademici del Diploma di Bacellierato Internazionale. Per aver dato prova di poter eccellere nelle attività all’aria aperta e nel volontariato. Per la passione e l’impegno che avete profusonello sport, nell’arte, nella tecnologia o in qualsiasi altro ambito di vostro interesse. Ma siamo anche qui per accompagnarvi verso il vostro futuro, un futuro per il quale il vostro percorso al Collegio vi ha preparato.
In questa scuola avete appreso conoscenze, competenze e fatto esperienze di vita che hanno contribuito a realizzare il vostro potenziale. Se attribuite valore a quantoavete ricevuto qui e credete in voi stessi, potrete affrontare il vostro futuro con coraggio e umiltà. Il coraggio ci spinge ad affrontare ogni giorno con la giusta ispirazione e la speranza di avere successo nei progetti che intraprendiamo.
L’umiltà ci aiuta ad accettare la nostra vulnerabilità e a perdonare noi stessi e gli altri quando falliamo, aiutandoci a trovare la forza di rialzarci e di imparare anche dai nostri fallimenti.
L’esperienza educativa fornita dagli United World Colleges ha come fine ultimo accompagnare gli studenti nel diventare cittadini del mondo in modo responsabile. Gli esseri umani responsabili non sono perfetti, commettono degli errori. Ma si impegnano al massimo per il bene comune di quanti condividono questo nostro pianeta.
Allora, siete pronti?
Molti di voi conosceranno a memoria la missione degli United World Colleges: “fare dell’istruzione una forza per unire persone,nazioni e culture, perseguendo la pace e un futuro sostenibile. E mentre guardo i volti degli studenti qui presenti oggi, mi ritrovo a pormi una domanda tra me e me: “Chi tra tutti loro è stato “catturato” da questa visione dei nostri fondatori?”.
Ma cosa significa essere una forza di pace in un mondo in cui la guerra è ancora una realtà? La risposta ce la fornisce la compianta professoressa Wangari Maathai, la quale ha detto: “La pace è molto di più dell’assenza di un conflitto armato. La pace è l’impegno per l’uguaglianza e la giustizia; un mondo democratico libero dalla violenza fisica, economica, culturale, politica, religiosa, sessuale e ambientale, nonché libero dalla costante minaccia di queste forme di violenza contro le donne -anzi contro l’intera umanità”.
E’ evidente che riuscire a ottenere tutto questo richiede un notevole impegno e tanto lavoro. Recentemente al Collegio di Singapore, il direttore esecutivo di UWC International, Faith Abiodun, ha detto che l’esperienza formativa degli United World Colleges è stata ideata per essere “impegnativa, ma senza annientare gli studenti”. Mentre il mondo inizia a emergere dalla pandemia globale, la definizione di un nuovo contratto sociale per l’istruzione è più urgente che mai.
Chi meglio della vostra generazione, che ha dovuto sperimentare l’apprendimento a distanza, che ha dovuto affidarsi alla tecnologia e dare prova di grande autodisciplina nello studio, può indicarci la strada giusta? Negli United World Colleges si è sempre guardato all’istruzione come a un fondamento per la pace, e durante il vostro percorso a Duino avrete avuto l’opportunità di capire cosa significa vivere in base a un insieme di valori condivisi. Imparare la tolleranza e il perdono, risolvere i contrasti con la negoziazione, rispettare la vita, la proprietà e i diritti degli altri. Abbracciare uno scopo morale, praticare il perdono, rischiare anche se non sempre le cose vanno come ci aspettiamo.
E allora, coraggio!
Gli United World Colleges fanno di voi giovani delle persone che continueranno ad imparare per tutta la vita, come è necessario in quest’era in continua evoluzione della tecnologia dell’informazione. Ma questo non richiede solo delle capacità tecniche, ma anche delle competenze per la costruzione di relazioni. Voi avete un’esperienza diretta di cosa significhi accettare e abbracciare la diversità, lottare per i diritti degli altri, garantire che tutte le voci siano ascoltate, in particolare quelle che sono state storicamente emarginate. Utilizzate quindi le vostre capacità di rappresentare le istanze altrui, le vostre doti di leadership, la vostra abilità nel trovare delle opportunità per portare dei cambiamenti positivi nel vostro posto di lavoro, nella vostra famiglia nelle vostre comunità.
Portate con voi la vostra esperienza UWC e fatene tesoro, qualsiasi strada decidiate di intraprendere. Ricordate che ora fate parte di una comunità globale di oltre 60.000 ex studenti in tutto il mondo, attivi in ogni settore. Attingete a questa rete e coltivate questi legami.
Facciamo il tifo per voi Classe2022 – Congratulazioni e buona fortuna!
Buongiorno a tutti gli studenti del secondo anno, agli studenti del primo anno, ai genitori qui presenti, ai nostri stimati ospiti e a tutto il personale del Collegio. Buongiorno, buon pomeriggio e buonasera a genitori, familiari e tutti coloro che quest’oggi assistono in remoto a questa cerimonia di chiusura da ogni parte del pianeta.
Questo nostro evento vuole celebrare il raggiungimento del traguardo finale della generazione 2020-22 dei nostri studenti, e rappresenta la conclusione del loro percorso qui a Duino. Siamo, dunque, qui riuniti per festeggiare i risultati che hanno ottenuto, tutto ciò che qui hanno appreso e, più in generale, la loro crescita personale di questi due anni. Siamo anche qui per augurare loro ogni bene nel giorno in cui lasciano il nostro Collegio per iniziare il prossimo capitolo della loro vita.
Come tutti i presenti ben sanno, a causa della pandemia per gran parte di questi due anni il mondo intero è stato investito da difficoltà, situazioni di disagio e autentiche tragedie. Anche qui a Duino non è stato possibile eludere questa realtà. La nostra comunità ha dovuto affrontare le numerose sfide che la pandemia ha portato sul nostro cammino e, in tempi più recenti, anche l’impatto globale della guerra in Ucraina. Non è stata un’esperienza facile e l’anno accademico 2020-21 è stato particolarmente difficile: in Italia si è dovuto fare fronte a momenti di lockdown e restrizioni che hanno limitato le attività del Collegio. Non dubito che anche per le famiglie dei nostri studenti sia stato un periodo di forti preoccupazioni. Ad ogni modo, il Collegio e la sua comunità hanno superato la fase più acuta della pandemia e, soprattutto, abbiamo molto di cui essere grati quest’anno – ma, a ben pensare, per entrambi gli anni che la classe del 2022 ha vissuto qui a Duino.
Ci tengo, dunque, a iniziare il mio intervento ringraziando tutte le persone e le organizzazioni che hanno reso possibile questo anno accademico. Il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico esiste in virtù dei suoi studenti e della missione degli United World Colleges. Grazie all’impegno costante dei nostri insegnanti, del personale amministrativo e di numerose istituzioni esterne al Collegio, quest’anno siamo stati in grado di offrire ai nostri giovani un’esperienza educativa ricca di soddisfazioni.
Il personale docente ha dato prova di grande generosità nei confronti degli studenti e dello stesso Collegio, prodigandosi per garantire ai nostri giovani un percorso educativo coinvolgente e ricco di stimoli diversi, proprio in un momento storico in cui molti giovani in tutto il mondo hanno dovuto subire percorsi scolastici fortemente ridimensionati a causa della pandemia. Il personale amministrativo, gli operatori della manutenzione e della mensa hanno garantito il funzionamento efficace ed efficiente delle nostre attività, nonostante il fatto che la vita al Collegio sia sempre molto intensa. Sono particolarmente grato al nostro staff medico – in particolare alla nostra infermiera Sandra Colnago – che è stato in prima linea nel garantire supporto e cure sia ai nostri studenti sia al personale durante la pandemia da Covid-19.Sono profondamente grato a tutto il nostro personale per tutto ciò che ha fatto e vorrei dedicare un bel applauso a tutti.
Vorrei anche ringraziare di cuore, a nome del Collegio, tutti gli individui e le istituzioni italiane per la loro perdurante generosità nel sostenere il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico. Come sempre, siamo particolarmente grati alla Regione Friuli Venezia Giulia per tutte le strutture che ospitano i nostri studenti e per il numero rilevante di borse di studio erogate a studenti provenienti da Paesi di tutto il mondo – in particolare da quelle attraversate da tensioni e conflitti, oltre che dallo stesso Friuli Venezia Giulia.
Altri studenti sono qui con borse di studio complete grazie alla generosità del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Altri ancora sono interamente finanziati dalle attività delle proprie Commissioni Nazionali UWC, dalle donazioni degli ex allievi UWC e da altri donatori che sostengono il nostro fondo per le borse di studio; diversi studenti sono sostenuti da fondazioni bancarie e donatori aziendali o individuali. Molti di voi, inoltre, ricevono ogni anno un pocket money grazie al generoso apporto del Premio alla Bontà Hazel Marie Cole. Il concetto di donazione o, nel caso dei nostri ex allievi, di “restituzione” al Collegio è una parte fondamentale della missione UWC. È dunque cruciale che coloro che lasciano Duino quest’anno si ricordino sempre di questa generosità e pensino a come, in futuro, potranno a loro volta essere altrettanto generosi di coloro che vi hanno donato la possibilità di venire a studiare qui a Duino. Forse ci sono anche dei familiari che desiderano fare una donazione per le borse di studio.
La giornata di oggi è anche l’occasione per salutare il personale che lascerà il Collegio alla fine dell’anno accademico.
Chiara Vidoni è arrivata al Collegio nel 2014, dapprima come docente di italiano distaccata al Collegio dal MIUR. In seguito è diventata direttrice dell’International Community Music Academy e in questo periodo ha fatto molto per rilanciare l’attività musicale del Collegio. Le sono particolarmente grato per l’impegno profuso negli ultimi due anni. Non sono certo stati semplici per l’organizzazione di lezioni e performance musicali, ma Chiara ha saputo trovare il modo di garantire agli studenti potessero continuare a seguire le lezioni di musica individuali e, più recentemente, ha contribuito al ritorno dei concerti al Collegio.
Ora farà rientro a Udine per lavorare a tempo pieno al Collegio Uccellis.
Rodrigo Calcagni è stato un nostro studente qui a Duino dal 2006 al 2008 ed è poi tornato come insegnante di economia nel 2019. Rodrigo è un grande amante della vita all’aria aperta e ha contribuito fortemente alle attività di sci di fondo, di arrampicata, di bouldering e di altre attività all’aria aperta. Ora ci lascia per trasferirsi in Svezia con la sua compagna Cecilia.
Anche Magda Michalska ha studiato a Duino dal 2012 al 2014. È tornata al Collegio nell’anno accademico 2019-20 per insegnare World Arts and Cultures per una sostituzione di maternità. È poi tornata dopo un trimestre per coprire un altro ruolo per le stesse ragioni e da allora ha continuato a lavorare al Collegio, completando anche un master internazionale in Educazione. Ha anche insegnato inglese e italiano e ha contribuito molto al programma di attività di volontariato del Collegio.
Paola Nodari si è unita a noi nel 2020 come responsabile degli acquisti. In questo periodo ha supervisionato alcuni cambiamenti molto positivi alle nostre procedure di approvvigionamento, oltre a utilizzare la sua solida formazione giuridica per aiutare a negoziare i nuovi contratti che il Collegio ha stipulato con vari fornitori. Paola lascia il Collegio per lavorare al Comune di Trieste.
Honor Poulton ci lascia dopo un anno di lavoro in cui ha dato un contributo decisivo al team che si occupa della raccolta fondi e della comunicazione. Inoltre ha anche seguito la strategia della sostenibilità del Collegio e supportato all’ufficio di orientamento universitario. Tornerà nel Regno Unito per lavorare a Londra.
Vorrei quindi dedicare un applauso a tutti membri del nostro staff che se ne vanno oggi per ringraziarli calorosamente per il loro operato.
Diciamo arrivederci anche a Pablo Martinez Rosado, Maria Canfora e Viviana Pace che sono in congedo per il prossimo anno o, nel caso di Viviana, per il prossimo trimestre. Auguriamo loro ogni bene per il periodo di assenza dal Collegio e attendiamo il loro ritorno.
Ora è il momento di parlare dei nostri studenti uscenti – i nostri cosiddetti “secondi”. Siete arrivati a Duino nell’agosto del 2020 e il vostro primo anno non è stato facile. Avete iniziato il vostro percorso con giorni e giorni di quarantena in alberghi del territorio, avete affrontato altri periodi di isolamento al Collegio, un programma di attività ridotto a causa delle restrizioni imposte dal Governo e numerosi altri vincoli rispetto a quanto potevate o non potevate fare.
Tuttavia, avete mantenuto il vostro impegno e, nonostante le difficoltà legate a queste restrizioni, avete perseverato e siete stati all’altezza delle sfide personali che avete dovuto affrontare qui. Il loro superamento vi ha insegnato molto su voi stessi e vi ha preparati ad affrontare altre inevitabili avversità del futuro.
Fortunatamente, durante questo anno accademico le difficoltà si sono ridotte. Con l’attenuarsi della pandemia negli ultimi mesi, l’Italia ha eliminato molte restrizioni, consentendovi di organizzare spettacoli teatrali, musical e concerti e di viaggiare liberamente fuori da Duino. Così facendo avete goduto della sensazione di vivere in modo molto più normale di prima e dunque i vostri due anni a Duino si sono davvero conclusi con una nota positiva, avendo potuto vivere un secondo anno molto ricco di esperienze e soddisfazioni.
Ritengo importante riflettere oggi su ciò che avete acquisito nei due anni trascorsi qui e questo mi fa pensare a un aneddoto che mi ha raccontato un mio amico. Ma prima, consentitemi di scusarmi se qualcuno di voi proviene dallo Stato americano del Tennessee, perché la storia coinvolge due cittadini di quello stato e non intendo assolutamente mancare di rispetto agli abitanti del Tennessee raccontandolo.
Questo mio amico ha avuto la fortuna di andare in vacanza nell’isola di Antigua. Una sera si è recato in un ristorante per cenare su una terrazza all’aperto sotto un bellissimo cielo stellato e limpido, con una splendida luna piena che si stagliava nel cielo sopra di lui e sua moglie. Al tavolo accanto c’era una coppia di pensionati del Tennessee, George e Sally, il cui tavolo era sufficientemente vicino da poter seguire la loro conversazione. Dopo un momento di silenzio su entrambi i tavoli, Sally dice al marito guardando il cielo: “George, ma è la stessa luna che vediamo in Tennessee?”. Pensandoci un attimo, George rispose: “Sai Sally, mia cara, non lo so”.
Questo episodio mi ha fatto molto riflettere, dato che come educatore e Rettore i concetti di conoscenza e apprendimento sono di cruciale importanza. Quando penso a questa storia e a voi secondi che oggi ci lasciate, mi chiedo cosa non sapevate quando siete arrivati qui. (Mi auguro, naturalmente, che tutti voi sapeste che la luna che avete visto nel vostro Paese è la stessa che vedete a Duino). Tuttavia, immagino ci siano state diverse cose che non sapevate prima di arrivare al Collegio. Avrete sicuramente avuto delle opinioni quando siete arrivati qui che si sono modificate grazie al vostro percorso al Collegio. In classe e nelle attività co-curricolari avrete certamente acquisito conoscenze e nuove competenze – il che, ovviamente, è molto importante – ma lo è ancor più quello che avete imparato su chi siete come persone.
Vivere e studiare in un Collegio come questo per due anni è un’esperienza incredibilmente ricca e, da molti punti di vista, sarete molto più preparati per il prossimo capitolo della vostra vita rispetto ai vostri coetanei a casa, proprio in virtù dei due anni trascorsi a Duino. Avete vissuto lontano da casa, dalla famiglia e dagli amici, avete dovuto affrontare le sfide di un programma educativo estremamente intenso, avete messo in discussione molte cose – dentro e fuori di voi – e vi siete interrogati a lungo su voi stessi. E tutto questo lo avete fatto questo durante la peggiore pandemia che abbia colpito il mondo da oltre un secolo.
Dunque, quando avrete lasciato Duino e avrete un momento di tranquillità per voi stessi nelle prossime settimane o mesi, vi suggerisco di pensare ai tre seguenti interrogativi. Il primo è: cosa avete imparato su voi stessi? Posso dire con certezza che dopo due anni qui siete molto più forti e resilienti di quanto credevate. Pensate a tutte le diverse sfide che avete superato in questo periodo a Duino e a come ci siete riusciti. Come ha detto Kurt Hahn, “in voi c’è più di quanto pensiate” e credo possiate riflettere su come in questi due anni abbiate trovato in voi stessi più risorse di quante credevate di avere.
La seconda domanda che vi pongo è: cosa avete imparato degli altri? Per due anni siete stati immersi in un ambiente con molte altre nazionalità, religioni, culture, provenienze, valori e opinioni. Questo vi ha offerto un’esperienza internazionale incredibilmente ricca e spero che vi abbia insegnato che al mondo esistono molti punti di vista e persone diverse, ma anche che c’è un’umanità comune a tutti noi. Il valore di questa componente umana è proprio ciò che vi ha attirato qui, e la vostra comprensione più profonda di questo aspetto dovrebbe consentirvi di ascoltare meglio gli altri, di comprenderli e di essere in una posizione migliore per collaborare con gli altri ed essere portatori di un cambiamento positivo in futuro.
La terza e ultima domanda che vi invito a porvi è: quali sono i vostri valori? I valori si evolvono nel corso della vita e a 18 o 19 anni sono ancora in evoluzione, ma voglio che pensiate a ciò che conta davvero per voi. Spero ovviamente che molti dei vostri valori siano in linea con i nostri valori UWC. Ma quando rifletterete su questo aspetto, potreste scoprire che i vostri valori sono diversi da quelli con cui siete arrivati qui (in alcuni casi molto diversi). Ritengo, tuttavia, che questi valori debbano essere un autentico faro per voi mentre attraversate il meraviglioso labirinto della vita. Pensate, dunque, con attenzione ai vostri valori, scriveteli e appuntateli in un posto dove potete vederli ogni giorno. Può sembrare un suggerimento bizzarro ora, ma vi assicuro che sarete più forti se seguirete questo consiglio.
E ora – vi chiederete – cosa vi attende? Attualmente viviamo in tempi incerti e difficili. Questo non significa però che dobbiate avere paura, perché le generazioni precedenti che hanno vissuto momenti di avversità da giovani sono state spesso più resilienti e adattabili di quelle che hanno incontro minori difficoltà. Vi esorto, quindi, a continuare a condividere i nostri valori UWC con gli altri, a essere compassionevoli, ad aiutare gli altri e a cercare di rendere il mondo un posto migliore. È importante che, qualunque cosa accada, teniate sempre a mente il concetto di responsabilità personale, celebriate la diversità del mondo intorno a voi e vi prendiate cura degli altri. Se a tutto questo aggiungerete quanto avete imparato qui, non ho dubbi che saprete navigare al meglio le avversità della vita, anche al di fuori di questo Collegio.
Vi auguro quindi ogni bene, ovunque andiate e in qualsiasi cosa facciate. Grazie a tutti voi.
Billionaire playboy philanthropist Tony Stark, in that not very well-known movie Avengers Endgame once said, “Part of the journey is the end.” We’re gathered here today not only as an acknowledgment of our secondi getting out of the pit, but also as a celebration of the journey they’ve taken to make it here. Good morning to all of the teachers, administrative staff, parents, Joni, our Rettore Weeell, and of course, our beloved secondi. If we haven’t had the chance to meet, I’m Red, your primo from the Philippines, and it has been my greatest pleasure knowing you all.
My third, fourth, and somehow also my 14th years weren’t lying when they said that your time in UWC passes quickly. Here I am, saying goodbye to you when it only feels like it’s been a split second. I haven’t even had the chance to forget exactly which secondi I sat with for lunch in Fore Lawn on that sunny first day.
But that’s the magic of it, right? We’re here for a moment, a magical, beautiful, fleeting, one, yes, but it is just a moment in our lives. I can’t get Math HL out of my head (I’ve tried), so just indulge me for a second: each one of our lives is a straight line on a 2D XY plane, and this moment was our intersection (none of our lines are parallel, of course)—through thick and thin, through COVID regulations and quarantines, through the best of times and even just through begging someone to find Anthony on the Both Generations group chat. Our lives have intersected, and secondi, with the vast infinity of the Cartesian plane in front of you, this line segment can’t wait to see where your path takes you. Okay, the analogy kinda fell apart at the end there but you get it.
With all that looms ahead, I imagine it is daunting. This is the moment when all our teachers and parents let you know that “The future belongs to you.” And it does. This weight on your shoulders is one you now get to realize your duty to fully carry. But you know what also belongs to you? We, your primi, do. Just as you’ll always have a home in Duino, us primi (now secondi) will always have a place for you, metaphorically and likely physically as well. From the moment that any of you get on the G51, from the second you get to Trieste Bus Station, from the first time I hear Momoko’s laugh from a mile away, we’ll be ready to welcome you.
You know I was always sceptical of people that said that high school is the best time of your life. But now I understand, and I’m almost certain your primi believe that you’ve made a magnificent case to prove that statement right.
This is the part where I get a bit sentimental. In the grand scale of the universe, we’ve only been together for a moment. One just as fleeting as the rest of them throughout our lives. But for me, this one was different. This may have been only one moment, but this one has been a blast. I do not think that there is one of us who was not impacted by one of you in one way or another. We’ve laughed and cried, faced adversity like no other, hypothesized about Mark’s age (how old is this man?), and watched Daniel ask if anyone wanted kebab every single day, together. And as I stand before you, our generation seeing your generation for one last time together, I can’t help but be grateful, that of every possible combination of people from every single part of the world, you guys are the ones we got.
I am truly blessed to be able to say goodbye to you like this. As much as it is sad seeing you go, I can’t help but realize how grateful I am that we got the chance to meet you in the first place. Famous street poet and honey enthusiast Winnie the Pooh says it best, “How lucky am I to have something so special, that makes saying goodbye so hard.”
How lucky we truly have been. It’s been a ride, secondi. Grazie tante, e ci vediamo!
Life is a journey in time and space, and I would like to share with you a bit of how our time went by, in our place. It’s actually quite difficult to explain to people who haven’t lived in Duino how time works here. I’ve been trying to find the right words for two years, but it never quite works. I believe time here is especially hard to understand because this place lives through generational change, year after year it carries the signs of the people it was a home to.
For now, this is the best way I found to describe it: imagine yourself falling asleep just before the morning, and dreaming of something incredible. Then your alarm goes off, fifteen minutes later – in my case it’s a dog barking very loudly, coming from my roommate’s phone.
You wake up before you even had the time to enjoy the experience. The dream has gone by in what seems to be an instant, yet it was so intense that you almost feel like you’ve been dreaming for a couple of hours.
That’s how it felt on my second day when I learned, together with my roommates on Scholz’s topfloor, that leaving the skylights open, no matter how sunny, meant that we would come back to a pool.
That’s how it felt when, during our first weeks we all gathered in Porto with music, enjoying the warmth, because we didn’t know what Bora was yet. We barely knew one another, but we trust-jumped into each other’s arms, and soon we were a united generation, peers that had met ages ago.
That’s how it felt when we spent hours under the sun in Fore Lawn, enjoying the peace that this place holds, especially when we had to constantly dodge bouncing balls and frisbees – there were a couple of people who took the game a little too seriously.
That’s how it felt when we hiked in Carso dressed in its autumn leaves, when time stopped as we sat on top of our very tall mountains, and we saw how beautiful Duino is, from above.
That’s how it felt like in April, when we celebrated the end of term for our second years in Cernizza, all together for the last time, when we had to say goodbye with tears in our eyes, waving at the vans as our best friends drove away.
That’s how it felt when we met our first years in Piazza; we had become older siblings, when in fact we still felt like “Duino newborns”. Despite being a bit lost, we took our mentorship very seriously, and the new members of our family by hand, ready to share our incomprehensible dream with them.
It felt like that when I was attacked by a jellyfish on the way to Fore beach, when I had the funniest and deepest conversations, sitting on a very comfortable rock along the Rilke Path.
Generation of 2022, you know I could go on for ages, recall every small memory, even the ones that can’t be mentioned, and it still wouldn’t be enough to truly encompass what Duino is.
The truth is that the past couple of years have been… interesting, and however basic you may think this word is, I really mean it in all of its nuances. They have been wonderful… and hard. To quote Dante, and a wise friend, at some point we all got lost in a dark forest. Most of us are now legally adults, but I can assure all of the real adults in this marquee that in these moments we don’t always feel so grownup, and it’s ok. However, I believe everything is relative: in our time, in our space here, we grew up together, we all got a little bit – or I should say a lot – closer to the best versions of ourselves; we found comfort in that forest, and took paths that can lead us to its brightest parts. Thank you to everyone who contributes to its beauty, to all of those who plant, and entrust the seedlings to the generations to come; thank you to those who’ve been watching them grow ever since they were planted. Thank you to those who nurture the flowers when they bloom, and allow the rain to pour, patiently waiting for the sun to shine again, knowing that both stages are needed for the forest to grow even stronger. Thank you to those who eradicate the weeds.
Last year, when my second year was standing here he said that what makes Duino so special to all of us is the people – and I couldn’t agree more. The connections we make for life become our wandering home, that platonic space that makes us realise that the world isn’t that big and scary after all, and most importantly, that we have a sofa to count on wherever we go. A few days ago, I was talking to a friend about a fear I have: with all this constant movement that many of us are familiar with, I was worried about losing my sense of home. However, she made me realise that the definition of home doesn’t have to be that restrictive – “home is where your people are” or “home is where you feel comfortable going to the toilet”. I think home is something we all make for ourselves, within ourselves, a collection of our best experiences, encounters and favourite spots. It’s ok if it’s a bit messy – and I’m not saying that only because I’ve learned to live with an incredibly messy roommate.
To me, all of this is represented by Duino, and it always will.
I had a very hard time accepting that it’s time to go, but the thing is that this isn’t really the end, it’s more of a beginning.
The only certain thing is that the past couple of years taught us a very important lesson: sometimes there is beauty in uncertainty, in discovering the new, in adapting and exploring.
For as long as I have been here I have found comfort in the train that runs through Carso, often the only noise we hear around this huge metropolis. I have no clue where it’s going, but I know at some point it will reach its destination.
After all, we’ve seen how beautiful Duino is from pictures and postcards before coming, we’ve seen it from within, and even from the top of Carso. Now it’s time to take that train, and admire our piece of home from far away in space, and from close-up in our hearts.
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