Il 21 settembre 2022 è una giornata che siamo sicuri rimarrà nel cuore di molti. A Duino i preparativi fremono già dalle prime ore del mattino tra studenti, insegnanti e staff. Delle residenze studentesche provengono voci di studenti che cantano, c’è chi arriva in mensa accolto da applausi per l’abito tradizionale con il quale ha deciso di partecipare a questa giornata di festa e l’aria frizzante di fine settembre aggiunge giusto un po’ di brio dove di certo non manca.
Si sale sui pullman alla volta di Medea, verso il monumento dell’Ara Pacis Mundi, che fa da scenario eccezionale alle celebrazioni dello UWC Day celebrato ogni anno in tutti e 18 gli United World Colleges proprio il 21 settembre, in coincidenza con la Giornata Internazionale della Pace dell’ONU. Per la nostra comunità, però, è anche un anniversario importante: i 40 anni dalla fondazione del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico. C’era bisogno di un luogo speciale, quindi, per dare ancora più forza al messaggio che questa giornata vuole lasciare: Peace begins with us, la pace inizia con noi.
La cerimonia dura un paio d’ore e vede interventi molto sentiti, in cui la parte istituzionale si mischia all’emozione e al divertimento, accompagnati dalla musica e dai colori di vestiti tradizionali e bandiere. Gli studenti Giovanna Cantarin (Italia) e Mihailo Vučetić (Serbia) fanno gli onori di casa nel loro ruolo di maestri di cerimonie e introducono i loro compagni che danno vita alla cerimonia delle bandiere: il momento in cui 83 tra ragazze e ragazzi sfilano rappresentando gli 81 paesi di provenienza, seguiti dalla bandiera della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e da quella del nostro Collegio. Gli studenti sfilano quasi tutti in costumi tradizionali del loro paese, ma il concetto di “tradizione”, viene, di tanto in tanto, simpaticamente declinato indossando jeans, berretti e anfibi. Seguono i saluti istituzionali delle autorità, le note sublimi della tromba del M° Mauro Maur e quelle del gioioso coro del Collegio, la lettura di alcuni toccanti versi (il poeta ucraino Kaminsky, lo yemenita Al Baradouni e I Fiumi di Ungaretti), seguiti dagli interventi di studenti ed ex allievi, e dei vertici del Collegio.
La Presidente del Collegio, Ambasciatore Cristina Ravaglia, nel suo discorso cita i “visionari concreti” che nei primi anni ‘80 scommisero sul Collegio ponendo le sue basi. A seguire, due generazioni di ex–studenti: il palestinese Mohamed Abdallah (UWCAD 1983-85), che in quei primissimi anni di attività del Collegio arrivò dal campo profughi di Sabra e Shatila nel Libano, e Fatima El Maliani (UWCAD 2017-19), cresciuta in Italia dai 2 anni in sù ma originaria del Marocco, fresca di laurea e in procinto di continuare i suoi studi a Pisa.
A conclusione della mattinata, le parole del Rettore Khalid El-Metaal, il quale, ringraziando la comunità di persone raccolte all’Ara Pacis Mundi, ribadisce il concetto del proverbio africano: “ci vuole un villaggio per crescere un bambino”, evidenziando come il compito di preparare alla vita nel complesso mondo che oggi li attende i quasi 200 studenti del Collegio sia, inevitabilmente, un impegno collettivo che docenti, personale amministrativo e la comunità locale tutta, portano avanti insieme.
E se la mattinata è stata un concentrato di pensieri illuminanti, testimonianze profonde e occhi lucidi per l’emozione, il resto della giornata non è stato meno intenso e partecipato. L’organizzazione – come spesso accade al Collegio – è passata in mano agli studenti, che hanno animato pomeriggio e sera in modo coerente al loro spirito di impegno, leggerezza e attivismo, concentrati su molte delle questioni oggi più attuali. Nel pomeriggio si sono svolti degli workshop autogestiti: danze afro-tropicali, dibattiti sulle violenze di genere, sull’arte dell’ascolto per la risoluzione dei conflitti e su abilismo e inclusività, la preparazione della canzone “Imagine” in vista dello show serale, un’attività di giochi olandesi e anche attività manuali, come il workshop di arte dell’henné e la decorazione egiziana delle uova. Queste attività, a cui hanno partecipato come fruitori non solo gli studenti ma anche il personale del Collegio (così come per lo spettacolo della sera), hanno rappresentato un momento di incontro più intimo e rilassato ma ugualmente denso di contenuti multiculturali.
Durante la serata, il cortile del Collegio è diventato un vero e proprio anfiteatro: danze tradizionali e moderne, eseguite in gruppo o singolarmente, canzoni, scene teatrali e una sfilata commentata durante la quale gli studenti coinvolti non si sono limitati a fare da modelli dei propri costumi, ma hanno voluto descriverne le origini, con una gran dose di ironia e voglia di divertirsi. Tra il pubblico – infreddolito ma rumorosamente partecipe – c’era buona parte di quel “villaggio” al quale faceva riferimento il Rettore poche ore prima, a divertirsi e applaudire, consapevoli di fare insieme qualcosa di grande.
Photo Credits: Giovanni Aiello
