
«Questa è la mia lode al nostro mondo, ai nostri fiumi, alle nostre montagne, ai nostri oceani, ai nostri mari. Alla vostra bellezza che è umile e sostenibile. Ora è il momento per me di darvi qualcosa in cambio: ai miei figli non lascerò delle storie su di voi, ma farò in modo che possano ammirare la bellezza che portate».
Portare le studentesse e gli studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico in montagna vuol dire tante cose. Al ritorno dalla gita a cima Avostanis abbiamo raccolto le testimonianze di alcuni di loro.
La gita è iniziata nella nebbia, come ha raccontato Anna (Norvegia) «ma quando siamo arrivati in cima un panorama alpino perfetto si è aperto davanti a noi, con il cielo terso e un sole splendente!».
«Salire alla cima Avostanis è stata una delle imprese più coraggiose che abbia mai fatto», ha detto Yousuf (Iraq). «Una volta arrivato in cima ho provato sentimenti contrastanti. Non riuscivo a trattenere le lacrime per la quantità di aria pura che stavo respirando. Mi sono sentito fortunato di essere lassù e stare in mezzo a tutta quella purezza. Molte persone in tutta una vita non hanno la possibilità di fare un’esperienza del genere…».
Daniela (Costa Rica) ha apprezzato la connessione con la natura anche dal punto di vista scientifico. «Insieme alla dottoressa Ana Černok, mineralista e geologa, abbiamo imparato molto sulle Alpi Carniche e sulla geologia di questa montagna».
C’è stato anche chi si è sentito sfidato e alla fine soddisfatto, chi ha affrontato l’esperienza focalizzandosi sullo sforzo fisico e chi, invece, ha tratto ispirazione per scrivere e girare la sua “Ode alla montagna”: quella che potete vedere nello splendido video realizzato da Max (Canada), un nostro studente del secondo annio con la passione per il videomaking.