Bambini e adulti si cimentano in un laboratorio scientifico, assemblando modelli molecolari con parti di plastica colorate. L'ambiente è un'aula luminosa e affollata, dotata di strumenti e materiali scientifici.

I Collegi UWC: uno spazio per l’educazione informale Near-Peer di materie STEM

La testimonianza di Dimitrina Trendafilova, insegnante di chimica

Dimitrina Trendafilova – Docente di chimica

Durante una ricerca recente tra i contenuti del mio computer, sono incappata in un video del 2010 nel quale alcuni dei miei studenti del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico erano coinvolti in un laboratorio di scienze insieme a bambini delle scuole locali. Il video ha riportato alla mia memoria la prima occasione nella quale sono stata coinvolta in un’attività simile nel 2004, quando lavoravo all’UWCSEA di Singapore. In quel momento è nato il mio interesse a lavorare con i bambini.
Una persona con i capelli neri lunghi fino alle spalle sorride davanti a un fogliame verde. Indossa un top a fantasia floreale con uno strato esterno bianco. Lo sfondo è rigoglioso e boscoso.

Nel corso degli anni ho portato le attività CAS di “Scienze con i bambini” a Duino e in Armenia. Riflettendo su questa esperienza, ho iniziato a rendermi conto che i Collegi potevano essere un centro di sviluppo per il sistema educativo “tra pari vicini” Near-Peer. Il concetto di insegnamento tra pari vicini / Near-Peer Teaching (NPT), come una forma di apprendimento supportato da pari / Peer-Assisted Learning (PAL), è stato introdotto per la prima volta alla fine degli anni Ottanta da Whitman. L’insegnamento tra pari vicini / Il Near-Peer teaching è una modalità di insegnamento particolare nella quale il tutor è uno o più anni avanti rispetto alla persona che segue.

Insegnare scienze a bambini piccoli (in particolare delle scuole elementari) presenta molte sfide, per la maggior parte legate al fatto di coinvolgerli nelle pratiche scientifiche, sviluppando e mantenendo il loro interesse, anche tenendo presente che molte scuole non hanno dei veri e propri laboratori di scienze. Così è nata l’idea di organizzare il servizio di volontariato “Scienza con i bambini”, che hanno iniziato a frequentare i nostri laboratori settimanalmente. Era accolti da un gruppo di studenti dedicato, che lavorava con loro su vari argomenti legati a temi scientifici o che interessavano ai bambini. In breve tempo il laboratorio è diventato popolare tra i bambini e tra i loro genitori.

Alcuni di questi bambini ora sono cresciuti, ma ricordano ancora l’esperienza. I benefici di questo insegnamento scientifico informale riguardano entrambe le parti. Abbiamo cercato di coinvolgere i bambini in una vera attività di ricerca, lavorando in gruppo con i nostri studenti, hanno indagato argomenti interessanti, come il Carso e il suo habitat, le proprietà dell’acqua, il suono delle onde, gli indicatori naturali, l’estrazione di pigmenti differenti a partire dalle foglie autunnali. Divertirsi fa sempre parte del nostro lavoro. Uno degli esperimenti di maggiore successo è stato preparare un gelato e mostrare il ruolo che ha il sale nell’abbassare la temperatura e permettere il processo di congelamento.

Interazioni sociali così significative portano benefici anche agli studenti del Collegio. Spiegare un concetto scientifico (spesso in una lingua che non è la propria) è per loro una sfida da affrontare e superare. Ma alla fine del laboratorio è tangibile la crescita sia personale che scientifica in ciascuno di loro. Imparano a coinvolgere le persone nella ricerca, a essere pazienti e flessibili, a imparare dagli errori. Sono competenze queste che possono utilizzare in altri contesti: per esempio alcuni degli studenti che hanno partecipato, hanno deciso di organizzare laboratori scientifici simili nei loro paesi di provenienza durante le vacanze estive.

Come il progetto di Nayla Falume, diplomata al Collegio nel 2020 e che, ispirata dal nostro servizio di volontariato, ha deciso di organizzare attività nella sua scuola in Mozambico. Progetti come questi (e come quello organizzato all’UWC di Dilijan, in Armenia) hanno un’importanza enorme, soprattutto se fatti in paesi in via di sviluppo. Queste esperienze creano un terreno fertile per coinvolgere i più giovani nelle attività STEM (la sigla che tiene unite scienze naturali, tecnologia, economia e matematica), aggiungendo i benefici del tutoraggio tra pari di età vicina. I bambini vengono avvicinati alle scienze dai loro compagni, in un ambiente amichevole e non competitivo. Apprendere è così più naturale e per molti bambini e studenti è la base sulla quale fondare una carriera in ambito scientifico.

Dopo così tanti anni, credo che questo tipo di collaborazioni possono essere estese ad altre istituzioni scientifiche, che potrebbero provvedere all’organizzazione di corsi estivi e mettere a disposizione dei bambini le proprie risorse e i propri mentori. Gli studenti del Collegio con la loro preparazione possono essere un aiuto di grande valore. Il coinvolgimento nell’apprendimento e il fare pratica con le scienze trasformerà le materie STEM: dall’essere principalmente teoriche diventeranno più importanti nelle nostre vite e interessanti per costruire su di esse la propria carriera professionale. Come dimostra la nostra esperienza, l’educazione scientifica informale è una grande risorsa per questo fine.

Non c’è tuttavia molta letteratura scientifica sull’efficacia del metodo: la valutazione qualitativa e quantitativa del nostro lavoro ci aiuterà in futuro a strutturare e sviluppare al meglio in programma. 

[1] Whitman NA, Fife JD. Peer teaching: to teach is to learn twice. ASHE-ERIC Higher Education Report No. 4, 1988: ERIC; 1988.