Gita del Collegio a Berlino

Dall’8 al 12 marzo dieci studenti sono stati a Berlino con il loro docente di storia

Quest’anno, gli studenti del primo anno iscritti al corso di storia del Collegio sono stati fortunati. Il nostro docente finlandese Joni Makivirta non si è accontentato di insegnare loro la storia europea del 20° secolo in aula e ha voluto portarli in gita a Berlino. Una città dove la storia fuoriesce dai libri e prende vita per le strade, facendo comprendere in modo immediato e concreto cosa sono state la Repubblica di Weimar, l’Olocausto e la Guerra Fredda.

Il tempo a disposizione è stato sfruttato al massimo e gli studenti hanno potuto visitare – per citarne solo alcuni – il Museo Ebraico, il Memoriale dell’Olocausto, la Topografia del Terrore, il Muro di Berlino, Checkpoint Charlie e l’East Side Gallery (un memoriale internazionale alla libertà lungo un tratto di 1,3 km del muro di Berlino).

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A Berlino ho scoperto un tratto della cultura tedesca che non conoscevo e che non ho mai trovato altrove. Essendo un paese dalla storia lunga e complessa, la città ha incorporato la sua storia nella vita di tutti i giorni. I tedeschi sono scesi a patti con il loro passato per poter evitare che la storia si ripeta. Questo viaggio mi ha portata ad interrogarmi su come potrebbe farlo anche il mio paese, e a chiedermi perché questo non stia accadendo. E io stessa, come posso fare i conti con il passato del mio paese continuando a guardare al suo futuro?
”

dice la nostra studentessa Mya dal Canada.

Gli studenti sono rimasti molto colpiti da quanto hanno visto e in molti hanno commentato come Berlino sia una città piena di contrasti.

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Da un canto, la città restituisce gli stereotipi che tutti associamo alla Germania: trasporti puntualissimi, strade pultie e una diffusa organizzazione eccellente. Dall’altro mi ha molto colpita la forte presenza di graffiti nella città, una forma artistica che di base è illegale. A Berlino si ha la sensazione che la libertà di espressione sia qualcosa di molto presente e vitale
”

nota Irene.