Un gruppo di sette persone è in fila, sorridente alla telecamera in un ambiente all'aperto con antiche rovine sullo sfondo. Sono vestiti in abiti casual e sembrano godersi una giornata luminosa e soleggiata.

A Roma con la classe di WAC

Cinque giorni per vedere dal vivo ciò che si discute e studia in classe

Le studentesse e gli studenti del Collegio di Duino hanno l’opportunità più unica che rara di scegliere World Arts & Cultures tra le materie del loro corso di studi. Si tratta di un insegnamento che, come dice il nome, ha come argomento le arti e le culture del mondo, ma oltre al programma di studio, ciò che rende particolarmente affascinante il corso è la metodologia e l’approccio con cui gli argomenti vengono affrontati, vale a dire un processo di riflessione e indagine continue che consentono una comprensione più profonda dell’identità culturale dell’opera in questione.

Nel mese di novembre la classe di WAC del Collegio ha potuto trascorrere cinque giorni a Roma, osservando dal vivo molte delle opere prese in esame a lezione. Ci siamo fatti raccontare com’è andata da Pegi (Albania), studentessa di WAC del secondo anno.

“
Abbiamo visitato molti luoghi, come i Musei Vaticani e Villa Borghese per concentrarci sul Rinascimento italiano, ma anche Casa Balla, l’abitazione appartenuta a Giacomo Balla, pittore e scultore esponente del Futurismo italiano
”

La scelta di questo sito tra I tanti disponibili a Roma si siege con il fatto che la sua casa dimostra come I futuristi vivessero davvero nel modo descritto nel loro manifesto.

Pegi ci ha raccontato come vedere le opere dal vivo è stata senza dubbio un’esperienza memorabile, sebbene il metodo con il quale la classe si è approcciata a esse non sia stato poi diverso da ciò che avviene in aula. L’insegnamento di WAC prevede infatti un grande coinvolgimento degli studenti: ogni argomento viene introdotto a partire dall’osservazione di un manufatto, formulando domande ed eventualmente giudizi sull’opera in questione. Poi si prosegue andando alla ricerca delle risposte a quelle domande, analizzando il contesto storico, politico e culturale nel quale l’opera è stata creata. WAC, infatti, esplora l’idea che l’arte e la cultura coesistano e si compenetrino.

“
Uno degli aspetti più affascinanti della materia è andare alla ricerca delle ragioni che hanno portato alla realizzazione di un’opera
”

Ciò  significa analizzare tutto ciò che a prima vista sfugge, sebbene sia davanti ai nostri occhi. Un esempio efficace ce lo mostra la stessa Pegi:

“
Osservando la Cappella Sistina, abbiamo potuto notare tutti i livelli di significato sottesi a ogni sua parte: per riallacciare i rapporti tra la sua famiglia (i della Rovere) e i Medici, Papa Giulio II fece affrescare le pareti laterali a Botticelli, essendo questi l’artista legato alla casata fiorentina. La distribuzione delle forme sul soffitto, poi, è strutturata in modo ordinato e geometrico: questo perché la matematica, nel Rinascimento, era considerato l’unico mezzo per raggiungere la bellezza e la perfezione
”

Si potrebbe andare avanti a lungo su questo e altri argomenti trattati durante il corso, che inizia sempre affrontando lo studio dei bronzi del Benin: un gruppo di migliaia di placche e sculture in metallo che decoravano il palazzo reale del Regno del Benin, corrispondente all’attuale Stato di Edo in Nigeria. Queste opere si trovano ora nei musei europei, perché sottratte durante il periodo coloniale: oggi, in merito a questo e altre situazioni simili, è frequente sentir parlare di restituzione dei manufatti, cosa di cui al Collegio si discute dal 1995 quando WAC è stata introdotta come materia.

Un esempio che rende l’idea del tipo di sguardo che WAC stimola e allena nei propri studenti è il fatto che WAC si dedichi allo studio di opere d’ arte e culture spesso sottovalutate, mostrando quanti livelli di analisi esistano in ciò che osserviamo.

“
Sono sempre stata molto interessata all’arte e dipingo a mia volta, ma non mi ero mai approcciata all’arte nel modo in cui ho imparato con WAC. Quello che porterò sempre con me dallo studio di questa materia è la tensione ad andare sempre in profondità, provando a ricostruire addirittura le emozioni e i sentimenti dell’artista e delle persone raffigurate. Per me studiare WAC rappresenta l’opportunità di guardare indietro nel tempo, e studiare la storia in un modo molto più coinvolgente rispetto a leggere ciò che è accaduto in passato
”