Cinque individui in piedi davanti a un muro giallo. Tre tengono delle borse e indossano abiti invernali casual. Una persona indossa un blazer blu e tiene in mano una tote bag. Tutti sorridono e sono in piedi uno vicino all'altro. La finestra ha delle sbarre di metallo.

Cos’hanno in comune le stelle e l’intelligenza artificiale?

Ne abbiamo parlato con il cosmologo Roberto Trotta, al Collegio per il ciclo di conferenze Orizzonti

Le stelle hanno da sempre influenzato la percezione del mondo che abbiamo noi esseri umani, sia che si tratti di osservarle per scopi scientifici o tecnici (per esempio, la navigazione), sia che le si contempli con intenzione poetica, cercando nel loro luccicare un’emozione sublime capace di metterci in relazione con la nostra interiorità. L’intelligenza artificiale, d’altra parte, può sembrare la cosa più distante da questo tipo di speculazioni, eppure non è così.

Ne abbiamo parlato con il professor Roberto Trotta, che è alla guida del nuovo gruppo di Data Science Teorico e Scientifico presso la Scuola Internazionale di Studi Avanzati di Trieste, dove insegna corsi di machine learning, giornalismo, intelligenza artificiale e comunicazione della scienza. L’incontro è avvenuto in occasione di un appuntamento del ciclo Orizzonti, dove esperti esterni al Collegio vengono invitati a tenere una breve conferenza, seguita da domande e confronto con gli studenti e lo staff.

Trotta ha affrontato il tema dell’ascesa dell’intelligenza artificiale e delle questioni che essa pone, spaziando dalla capacità da parte degli esseri umani di prevedere e controllare i risultati che essa genera, fino ad arrivare alla messa in discussione dei significati che attribuiamo al concetto stesso di “essere umano”. Il professore ha condiviso con la comunità del Collegio alcuni spunti contenuti nel suo ultimo libro Starborn: How the Stars Made Us – and Who We Would Be Without Them, mettendo in relazione il tema dell’intelligenza artificiale con la forza trasformativa che le stelle esercitano su di noi. «Perdere la connessione con il cielo stellato, significa allontanarci dalla consapevolezza di far parte di un ambiente cosmico e dimenticarci al tempo stesso quanto siamo piccoli e umili rispetto a tutto ciò». 

L’incontro si è concluso con una ricca sessione di domande e risposte animata dai nostri studenti, rimasti particolarmente colpiti dal suo intervento. Una studentessa slovacca ha commentato: «Nonostante sia appassionata di astronomia da diverso  tempo, non avevo mai compreso l’importanza delle stelle per l’umanità. L’intervento del Professor Trotta mi ha aperto dei nuovi orizzonti. La prossima volta che guarderò dentro un telescopio o ammirerò il cielo di notte porterò con me questo nuovo punto di vista che le idee del Professor Trotta mi hanno regalato”.