Un folto gruppo di giovani adulti in abiti formali sta sul palco davanti a bandiere internazionali e a un podio, cantando insieme, con un grande schermo alle spalle che mostra il volto sorridente di una persona.

Costruire ponti e lasciare il segno: la Classe del 2026 conclude il proprio percorso a UWC Adriatic

Sabato 23 maggio il Collegio ha ufficialmente concluso l’anno accademico 2025-26 e consegnato i diplomi alla Classe del 2026: 89 studenti provenienti da oltre 60 Paesi che hanno ora terminato il loro biennio a Duino.

La Cerimonia di chiusura ha riunito studenti, famiglie, alumni, docenti, collaboratori e sostenitori del Collegio in una giornata intensa, scandita da emozioni, gratitudine e più di un pizzico di orgoglio. Per i diplomandi è stato il momento conclusivo di due anni di studio, maturazione e vita condivisa all’interno di una delle comunità educative più internazionali e diversificate al mondo.

La giornata ha avuto un significato particolare anche per gli studenti del primo anno. Arrivati a Duino soltanto nove mesi fa, hanno salutato i compagni più grandi che li avevano accolti al loro ingresso in Collegio e accompagnati nei primi passi di questa esperienza. Al ritorno dalle vacanze estive saranno loro a ricoprire quel ruolo, accogliendo e guidando la nuova generazione di studenti. A condividere questo importante traguardo erano presenti anche molti familiari dei diplomandi, giunti da ogni parte del mondo.

Come da tradizione, la cerimonia ha dato ampio spazio alle riflessioni degli studenti. A nome del primo anno, Kiran Raphael Wolf ha fatto un intervento molto apprezzato su come i giovani possano essere portatori di cambiamento e progresso. In rappresentanza dei diplomandi, Anisa Sobirova ha condiviso le sue riflessioni molto sentite su ciò che rende il percorso al Collegio così unico, rendendo tutt’altro che facile il momento dei saluti al termine del biennio.  Ha ricordato i legami profondi che nascono dall’incontro tra culture, lingue e percorsi di vita diversi e come proprio queste relazioni rendano possibile una comprensione autentica dell’altro, avvicinando persone che altrimenti non si sarebbero mai incontrate. 

Nel suo intervento, il Presidente Roberto Antonione ha richiamato il significato dell’esperienza vissuta dagli studenti in un periodo storico segnato da conflitti e divisioni.

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Quello che accade qui non è un sogno idealistico scollegato dalla realtà. È la realtà nella sua forma migliore. In un tempo segnato da guerre, divisioni, paura e crescente sfiducia tra persone e nazioni, questo piccolo villaggio affacciato sul mare continua ogni giorno a realizzare qualcosa di straordinario: giovani provenienti da tutti i continenti vivono insieme, studiano insieme, discutono, ridono, affrontano difficoltà e crescono insieme.
”

Ricordando che la comprensione reciproca non nasce spontaneamente ma richiede impegno, umiltà e coraggio, il Presidente ha concluso con parole che riassumono efficacemente la missione educativa del Collegio:

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Questo Collegio non forma persone perfette. Aiuta però a formare persone consapevoli. E le persone consapevoli possono rendere migliore la storia.
”

La cerimonia ha rappresentato anche un momento particolarmente significativo per la comunità del Collegio, poiché è stata l’ultima di Khalid El-Metaal nel ruolo di Rettore del Collegio. Rivolgendosi ai diplomandi, ha condiviso alcune riflessioni personali sul rapporto tra educazione e pace e sul senso di responsabilità che deve accompagnare ogni desiderio di cambiamento.

Partendo dall’idea che la scuola dovrebbe essere un luogo sicuro, ha anche invitato il pubblico a riflettere sulle molte aree del mondo in cui conflitti e instabilità continuano a negare questa possibilità a milioni di giovani. Ha quindi espresso la sua profonda ammirazione per quegli studenti che hanno vissuto direttamente situazioni di guerra, insicurezza e precarietà e che, una volta arrivati a Duino, hanno comunque saputo distinguersi per resilienza, generosità e spirito di servizio nei confronti della comunità.

L’intervento conclusivo è stato affidato a Lord Guglielmo Verdirame, membro della Camera dei Lord e alumnus del Collegio (Classe del 1989). Ripercorrendo gli anni trascorsi a Duino, ha ricordato l’entusiasmo con cui la sua generazione guardava al futuro alla vigilia della caduta del Muro di Berlino. Un ottimismo che, ha osservato, non aveva saputo prevedere i conflitti che avrebbero segnato gli anni successivi, a partire dalle guerre nei Balcani. Riconoscendo tali limiti della propria generazione, Verdirame si è, invece, detto fiducioso che i diplomati di oggi sapranno affrontare il mondo con una maggiore consapevolezza delle sfide in corso e con un più forte senso di responsabilità.

Nel corso della cerimonia sono stati inoltre assegnati i premi per i migliori studenti di italiano come lingua straniera, una tradizione ormai consolidata del Collegio, sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e da Fondazione CRTrieste.

Viviana Pace, responsabile del Dipartimento di Italiano e alumna del Collegio, ha ricordato come l’apprendimento della lingua italiana assuma un valore particolare in una comunità internazionale come quella del Collegio:

«Considerata l’eccezionale diversità culturale dei nostri studenti, imparare l’italiano al  va ben oltre la semplice acquisizione linguistica. Significa costruire ponti verso un’altra visione del mondo e sviluppare apertura mentale, empatia e capacità di ascolto.»

I riconoscimenti sono stati assegnati ad Arielle Perrinne Delo (Italian B Higher Level), Arsenii Arkhipov (Italian B Standard Level) e Sona Hakobyan (Italian Ab Initio). Bravissimi!

Come sempre, i momenti istituzionali si sono alternati a numerose performance artistiche. Tra i passaggi più significativi, i membri fondatori dello Student Arts Council hanno dato voce a una poesia scritta dal diplomando Anton Harrits-Nielsen, offrendo al pubblico una riflessione intensa sul significato della conclusione di questo percorso e sul valore delle esperienze condivise.

Il coro del Collegio, l’orchestra, il gruppo a cappella degli studenti e i ballerini – affiancati sul palco anche da alcuni membri dello staff – hanno poi dato vita a una serie di performance che hanno messo in luce il talento, la creatività e l’energia che caratterizzano la comunità del Collegio. Coordinati da Christoph Genz, Director of Performing Arts and Services, gli interventi artistici hanno ricordato ancora una volta quanto le arti rappresentino una componente essenziale della vita del Collegio e uno dei linguaggi privilegiati attraverso cui gli studenti esprimono sé stessi e costruiscono comunità.

Mentre la Classe del 2026 si prepara a intraprendere nuovi percorsi, l’intera comunità del Collegio guarda al futuro con fiducia e gratitudine. I risultati celebrati durante questa giornata sono il frutto non solo dell’impegno accademico degli studenti, ma anche della dedizione, della passione e del senso di responsabilità che studenti e staff portano ogni giorno nella vita del Collegio. È attraverso questo impegno condiviso che la missione UWC continua a prendere forma ogni giorno, dimostrando concretamente come l’educazione possa essere uno strumento di pace, dialogo e cambiamento positivo.

 

Video by Marco Valentinuzzo

Photo credits: Giovanni Aiello