
Per molti studenti del primo anno del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, la conclusione dell’anno accademico non ha coinciso con la fine dell’apprendimento. Al contrario, ha rappresentato l’inizio di una serie di esperienze formative che hanno permesso loro di confrontarsi direttamente con il mondo della ricerca scientifica, dell’innovazione e della tecnologia.
Quest’anno 30 studenti hanno svolto tirocini presso istituti di ricerca, università e organizzazioni educative a Trieste e oltre. Insieme ai nove studenti che hanno partecipato al programma realizzato in collaborazione con Ecubes, queste opportunità rientrano in un’iniziativa promossa dalla docente di Chimica e Science Outreach Coordinator del Collegio, Dimitrina Trendafilova, con l’obiettivo di avvicinare gli studenti ad autentici contesti di ricerca e di lavoro scientifico.
Le esperienze proposte hanno coperto ambiti estremamente diversi. Presso l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) di Trieste, due studentesse hanno collaborato allo sviluppo di un progetto di machine learning finalizzato alla realizzazione di un “naso elettronico” in grado di riconoscere diverse sostanze attraverso l’analisi delle loro firme chimiche. Un’attività che ha combinato scienza sperimentale, programmazione e intelligenza artificiale, coinvolgendo le studentesse in tutte le fasi del lavoro, dalla raccolta dei dati alla sperimentazione e alla validazione dei risultati.
Altre due studentesse hanno affiancato i ricercatori della SISSA, dove hanno approfondito, attraverso strumenti statistici, il rapporto tra fenomeni astronomici e produzione vinicola, acquisendo una preziosa esperienza diretta su come nascono, vengono sviluppate e comunicate le ipotesi di ricerca. All’Osservatorio Astronomico di Trieste, altri due studenti hanno, invece, utilizzato tecniche di programmazione e analisi dei dati per sviluppare software capaci di identificare e classificare stelle e galassie all’interno di immagini astronomiche, scoprendo il ruolo sempre più centrale degli strumenti computazionali nell’astronomia contemporanea.
Particolarmente significative sono state anche le attività sul campo. Presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Trieste, due studenti hanno preso parte a ricerche geologiche che li hanno accompagnati lungo l’intero percorso scientifico, dalla preparazione dei campioni alle analisi di laboratorio più avanzate, utilizzando strumentazioni e metodologie normalmente riservate a percorsi universitari e di ricerca.
Altri partecipanti hanno approfondito temi legati alle biotecnologie, alle scienze forensi, alla biodiversità marina e all’educazione ambientale grazie ai programmi proposti da realtà quali BioMa – il Museo della Biodiversità Marina dell’Area Marina Protetta di Miramare a Trieste – e Fondazione Golinelli a Bologna. In quest’ultima sede, quindici studenti e studentesse provenienti da Bielorussia, Bulgaria, Germania, Grecia, Iraq, Italia, Montenegro, Niger, Palestina, Slovenia e Turchia hanno preso parte a un percorso di due settimane che ha combinato attività di laboratorio dedicate alla genetica forense, alla biochimica e alle colture cellulari con attività e approfondimenti sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la comunicazione scientifica.
In tutte le esperienze di tirocinio, gli studenti sono stati incoraggiati a confrontarsi attivamente con domande scientifiche, tecniche di laboratorio, metodi di ricerca e contesti professionali. Per molti partecipanti, i tirocini hanno offerto preziose indicazioni sui possibili percorsi accademici e professionali futuri. Diversi studenti hanno raccontato di aver scoperto nuovi interessi, rafforzato passioni già esistenti e acquisito una comprensione più chiara di cosa possa significare lavorare come ricercatore o scienziato. Altrettanto importanti sono state le competenze trasversali sviluppate nel corso dell’esperienza, tra cui il lavoro di squadra, la capacità di risolvere problemi, la comunicazione e l’abilità di affrontare sfide complesse con curiosità e resilienza.
Ciò che ha accomunato queste diverse esperienze è stata l’opportunità di andare oltre la teoria e incontrare la scienza come un’impresa dinamica, collaborativa e profondamente umana. Che si trattasse di analizzare campioni geologici, addestrare modelli di machine learning, studiare dati astronomici o apprendere tecniche avanzate di laboratorio, gli studenti hanno sperimentato in prima persona come si crea conoscenza e come la ricerca possa contribuire ad affrontare le sfide del mondo reale. Il Collegio è profondamente grato a tutte le istituzioni, ai ricercatori e ai professionisti che hanno accolto i nostri studenti e condiviso generosamente con loro competenze, tempo ed entusiasmo.