Nel primo fine settimana di luglio, il Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ha accolto due generazioni di alumni per una reunion particolarmente significativa: i membri della generazione Adriatic 1986-88, riuniti per celebrare i quarant’anni dal diploma, insieme agli alumni di UWC USA che hanno festeggiato il loro decimo anniversario. Nonostante i decenni che li separavano, il fine settimana ha mostrato con chiarezza quanto l’esperienza UWC resti attuale e profondamente significativa nel tempo.
Fin dal momento dell’arrivo a Duino, l’atmosfera è stata quella di un riconoscersi gioioso. Amici hanno ripreso conversazioni interrotte decenni prima, hanno sorriso davanti a vecchie fotografie e sono tornati nei luoghi che avevano fatto da sfondo ad alcuni degli anni più importanti della loro vita. Per alcuni era il primo ritorno al Collegio dopo il diploma; altri scoprivano per la prima volta il campus adriatico grazie alla reunion condivisa con gli alumni di UWC USA.
La sessione plenaria del sabato è stata ancora una volta il cuore emotivo del fine settimana. Accanto agli aggiornamenti della leadership del Collegio sugli studenti di oggi, sui programmi educativi e sulla raccolta fondi per le borse di studio – compreso il primo intervento, molto apprezzato, del nuovo Rettore Marco Gemelli – gli alumni hanno condiviso riflessioni profondamente personali sull’influenza duratura di UWC nelle loro vite.
Le loro storie erano diverse, ma attraversate da temi comuni di grande impatto. Molti hanno raccontato di essere arrivati adolescenti portando con sé idee e preconcetti su altri Paesi, culture o persino conflitti storici, per poi scoprire che la vita quotidiana condivisa con i propri compagni avrebbe trasformato radicalmente quelle percezioni. Altri hanno riflettuto su come UWC abbia dato loro la fiducia necessaria per mettere in discussione convinzioni ereditate, scegliere percorsi professionali inattesi o semplicemente sviluppare il coraggio di prendersi cura degli altri.
Un alumnus ha raccontato di essere cresciuto in un campo profughi palestinese prima di arrivare a Duino, dove condividere la stanza con uno studente israeliano ha cambiato in modo profondo la sua comprensione del conflitto e dell’umanità. Un’alumna ha ricordato come le conversazioni con compagni provenienti da tutto il mondo l’abbiano portata ad affrontare aspetti difficili della storia del proprio Paese, il Sudafrica. Come ha sintetizzato una partecipante, “la pace non è un’idea, ma si costruisce attraverso le conversazioni e la volontà di superare le divisioni”.
Queste testimonianze raccontano qualcosa di centrale nel modello educativo UWC: la pace non viene insegnata come un concetto astratto, ma vissuta ogni giorno attraverso il dialogo, la responsabilità condivisa e la disponibilità a comprendere prospettive diverse dalla propria.
Lo stesso senso di comunità è emerso durante tutta la Reunion. Molti alumni hanno raccontato di aver incoraggiato i propri figli a frequentare un UWC, mentre altri hanno descritto come, ovunque la vita li abbia portati, abbiano sempre trovato un membro della comunità UWC pronto a offrire amicizia, consiglio o sostegno. Quarant’anni dopo il diploma, i valori incontrati per la prima volta a Duino continuano a orientare vite in ogni parte del mondo.
Il fine settimana si è concluso con la tradizionale Cena di Gala e l’asta a sostegno di una borsa di studio, durante la quale gli alumni hanno dimostrato ancora una volta il loro impegno verso le generazioni future. Il Reunion Gift di quest’anno sostiene Marah, una studentessa proveniente dalla Siria che arriverà al Collegio in agosto, offrendo a un’altra giovane l’opportunità di vivere la stessa esperienza educativa che ha significato tanto per gli alumni riuniti a Duino.
Le offerte hanno riguardato oggetti preziosi legati alla storia del Collegio, soggiorni, opere d’arte ed esperienze donate dagli stessi alumni, mentre donazioni spontanee e acquisti condivisi hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più generosa e partecipata.
La Reunion si è conclusa così come era iniziata: con conversazioni proseguite fino a tarda notte. Ma il messaggio più forte emerso dal fine settimana è stato semplice: UWC Adriatic è molto più di un luogo in cui gli studenti trascorrono due anni di scuola. È una comunità che rimane parte della vita delle persone per decenni, alimentando amicizie, spirito di servizio e un impegno condiviso per costruire un mondo più pacifico.
La riuscita del weekend non sarebbe stata possibile senza il prezioso contributo dei volontari: Joanna e Yamini dell’Università di Oxford, impegnate al Collegio nell’ambito del Summer Internship Programme, insieme ad Alessandro, Marianna e Nina, ai quali va il nostro più sentito ringraziamento.