RUOLO

Rettore del Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ONLUS

 

Khalid è il Rettore del nostro Collegio ed è, ancor prima di tutto, un insegnante da oltre 30 anni e ha ricoperto ruoli dirigenziali di medio e alto livello in Europa, Medio Oriente e Nord America. Vanta un’esperienza con diversi sistemi educativi nazionali, oltre che con i programmi dell’IB (International Baccalaureate).

Un uomo con i capelli corti e grigi, che indossa un blazer scuro e una camicia bianca, si trova all'aperto di fronte al verde e agli alberi sfocati, sorridendo dolcemente alla telecamera.

Ha conseguito la laurea in Economia Europea presso l’Università di Nantes, in Francia, e il PGCE (Postgraduate Certificate in Education) presso l’Università di York, nel Regno Unito. Ha inoltre completato un Master e un Dottorato in Educazione, con un focus sullo sviluppo delle competenze professionali degli insegnanti.

Al UWC dell’Adriatico, Khalid si sente estremamente fortunato, in quanto educatore, a far parte di un movimento che supporta lo sviluppo fisico, intellettuale ed emotivo dei giovani, accompagnandoli in un coinvolgimento autentico con le loro comunità locali, nazionali e globali. È profondamente convinto che ciò rappresenti un’esperienza trasformativa per gli studenti e ha già visto numerosi esempi di come tale cambiamento prenda forma nei primi giorni e settimane dell’anno accademico.

Il primo anno di Khalid al Collegio coincide con il 40º anniversario dell’istituto: una tappa significativa celebrata in tre momenti principali dell’anno, a partire dal 21 settembre – Giornata Internazionale della Pace e UWC Day.

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La complessità delle sfide presenti e future è innegabile. Tuttavia, i valori UWC che viviamo ogni giorno al Collegio e l’impatto che il modello educativo UWC ha sui nostri studenti ci permettono di guardare al futuro con fiducia. In questo spirito, sono lieto di riallacciare i rapporti più stretti con la comunità locale e regionale, che ha sempre sostenuto il Collegio dell’Adriatico – anche quando la pandemia ci ha impedito, temporaneamente, di ritrovarci come abbiamo sempre fatto.
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